Zaia contro i barconi-terroristi: la storia del Prefetto sincero e il nostro caos istituzionalizzato

18 febbraio 2015 ore 17:06, intelligo
Zaia contro i barconi-terroristi: la storia del Prefetto sincero e il nostro caos istituzionalizzato
''Mentre l'autorevole Daily Telegraph svela l'esistenza di documenti segreti jihadisti secondo i quali l'Isis ha una precisa strategia di utilizzo dei barconi di immigrati per portare un attacco e creare il caos nel sud Europa, e l'Ambasciatore egiziano a Londra parla apertamente di 'rischio barconi terroristi in Italia' da noi cosa si fa? Si spediscono a casaccio sui territori le migliaia di nuovi arrivi, tanto a casaccio che un Prefetto sincero fa sapere che i 39 immigrati giunti a Treviso nonostante il no del Sindaco sono stati rifocillati, visitati, portati alla stazione e 'invitati a disperdersi. Come a dire, andate dove vi pare, a fare quel che vi pare". E' durissimo il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, alla luce della situazione internazionale sempre più delicata sul fronte delle migrazioni dal Nordafrica, e delle "vicende incredibili'' che stanno interessando anche il Veneto". Non ci sta e attacca quello che chiama "caos istituzionalizzato". E c'è una sola cosa da fare e subito per il Governatore: "Fermare le partenze sin dalla costa della Libia e sospendere Schengen, perché ingressi indesiderati e pericolosi possono avvenire anche da altre frontiere'', avverte il presidente della Regione del Veneto. Secondo Zaia ''non è più il momento di chiacchiere buoniste, sulle quali in teoria si può essere tutti d'accordo. E' invece ora che si affrontino le cose con realismo, prendendo atto che il rischio di infiltrazioni terroristiche o malavitose non è più un'ipotesi ma una certezza. Al momento non c'è alcuna evidenza, ci tranquillizzano gli 007, ma quando sarà evidente potrebbe essere troppo tardi. E poi c'è il problema dei territori, che non sono più in grado di reggere l'urto, come dimostrano i 'no' che si moltiplicano dai Sindaci di ogni colore politico e in ogni parte d'Italia''. ''Sarebbe anche ora - aggiunge il Governatore - che si smettesse di mettere sul banco degli imputati una regione come il Veneto, che già ospita in perfetta armonia più di 500 mila immigrati, dei quali almeno 40 mila anch'essi travolti dalla crisi e dalla disoccupazione. Non è vero ciò che si continua a dire e scrivere, e cioè che il Veneto avrebbe firmato a luglio il Patto per l'accoglienza. In quella sede, anche proprio alla luce della nostra situazione, il Veneto non firmò e diede un chiaro e forte no motivato. E finiamola anche con la balla che il Veneto si sarebbe fatto carico solo di poco più di duemila migranti: la verità, scritta su una tabella della Prefettura di Venezia è che, oltre a quelli già ospitati, qui ne sono arrivati, e poi spariti chissà dove come fantasmi, almeno altri seimila''. (ma.mo)
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