Dopo la vittoria sull'ebola, nuova task force anti-Zika. Giuseppe Ippolito nel team

18 febbraio 2016 ore 14:55, intelligo
Si chiama Global Virus Network e toccherà a questa realtà scientifica fare la ricerca sul virus Zika. Dopo che l’Oms ha lanciato un piano di azione da qui a giugno e posto la questione finanziamenti sul tavolo, (56 milioni di dollari, quindi 50 milioni di euro, per combattere l'epidemica). Per ora si conta esclusivamente sul fondo di emergenza ai tempi della crisi di Ebola. 
Per ora siamo fermi ai 508 casi in Brasile, con un aumento del numero dei casi sospetti, arrivati
Dopo la vittoria sull'ebola, nuova task force anti-Zika. Giuseppe Ippolito nel team
5.280 nell’ultima settimana. Una strategia precisa ancora non c'è, si aspettano solo le linee guida della Food and drug administration sulle donazioni di sangue in Usa, così almeno si saprà chi dovrà astenersi dalle donazioni per quattro settimane. Ma se l’80% delle persone contagiate non ha alcun sintomo, sarà difficile stilare i parametri. Margaret Chan, direttore generale dell’Oms non c'è tempo da perdere: "Il possibile legame con complicazioni neurologiche e malformazioni alla nascita ha cambiato rapidamente il profilo di rischio di Zika da una minaccia trascurabile a una di serie proporzioni". 
Per questo ora il mondo conta sul team di esperti istituito dal Global Virus Network co-presieduto da Scott Weaver, il direttore del dipartimento malattie infettive della University of Texas Medical Branch di Galveston. Farà parte dei medici virologi di fama internazionale di 35 centri di eccellenza in 26 nazioni, anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, eccellenza italiana che si è già distinta curando i nostri malati di ebola, tornati alla loro vita.
Le sue parole di soddisfazione sono subito concentrate sul futuro della ricerca: "Siamo contenti di mettere al servizio le nostre conoscenze nella risposta internazionale alla pandemia. Il nostro Istituto ha avviato un progetto di collaborazione con i colleghi della Slovenia e del Brasile per studiare la patogenesi dell’infezione da virus Zika: non vediamo l’ora di condividere le nostre scoperte con gli altri membri della task force". Si attendono intanto progressi su vaccini e test rapidi, oltre che la ricerca di base sul virus.
Sul vaccino sappiamo che 15 aziende o gruppi di lavoro sono impegnati al suo sviluppo: c'è un vaccino al Dna messo a punto dai National Institutes for Health (Nih) americano e un prodotto inattivato della Bharat Biotech, in India. 
"Ma a dispetto di tutto ciò, l'attuale assenza di modelli animali standardizzati e reagenti sta rallentando lo sviluppo e ci vorranno almeno 18 mesi per l'avvio delle sperimentazioni su larga scala" aveva spiegato Marie-Paule Kieny, Assistant Director-General, Health Systems and Innovation dell'Organizzazione mondiale della sanità, "Come sapete - aveva  evidenziato l'esperta - la nostra relativamente scarsa conoscenza del virus Zika rappresenta una serie di sfide per il lavoro di ricerca e sviluppo".
Quindi nessuna risposta in tempi brevi, bisognerà attendere lo sviluppo della ricerca. 

autore / intelligo
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