Unioni civili, Cirinnà cade sul canguro e giura sui cani. E i renziani?

18 febbraio 2016 ore 10:33, Andrea De Angelis
Unioni civili, Cirinnà cade sul canguro e giura sui cani. E i renziani?
Un grillo più forte di un canguro
, chissà come commenteranno alla zanzara o da vespa. Le lettere sono tutte minuscole, ma è chiaro che almeno due andrebbero alzate. Di certo in questo clima teso, alla vigilia dell'uscita di un film come Zootropolis, commentare quanto accaduto ieri in Senato facendo riferimento ad altre creature diverse dagli uomini è un modo originale per arrivare comunque alla stessa conclusione: il Pd è lacerato, la maggioranza rema a due velocità diverse e l'opposizione, che sta facendo il suo lavoro, viene accusata

Il problema è davvero il Movimento 5 Stelle? Perché in realtà il ddl Cirinnà è una legge voluta soprattutto dal Partito Democratico di Matteo Renzi e dall'ala più a sinistra di un parlamento che vede quella stessa parte lontana dal Governo. Chi invece sta alla maggioranza, da Alfano alla Lorenzin, non ha mai nascosto la propria contrarietà al disegno di legge. Tradotto: se i numeri devono arrivare da chi è all'opposizione va bene contare su quelli degli ex alleati di sinistra, ma fare affidamento ai grillini è un azzardo troppo grande. Uno di quelli che un giocatore di poker non farebbe mai, specialmente al momento finale del torneo. 
Così sentire la Cirinnà dirsi delusa e pronta a lasciare la politica è non solo comprensibile, ma per certi versi prevedibile. Certo, direte voi, troppo facile dirlo dopo. Ma quanti credevano davvero che il Movimento 5 Stelle potesse votare il canguro, quanto di più lontano c'è dal suo credo politico e civico?
Grillo e Casaleggio lo hanno azzoppato, in modo fin troppo facile. A Renzi, già nervoso per il ritardo del suo aereo (vecchio) che l'ha riportato in Italia dall'Argentina, sarebbero saltati i nervi e avrebbe ormai preso in seria considerazione l'idea di stralciare l'articolo 5. Il punto però è un altro, come ricordato dal ministro Orlando già dieci giorni fa: se si equiparano le unioni civili al matrimonio l'adozione è implicita. Nel mirino di chi è contrario alla stepchild adoption dovrebbe dunque finire un altro articolo, il numero tre. Altrimenti la partita sarebbe comunque vinta, seppur in modo diverso, dall'altra parte. 
Resta da capire come si comporteranno ora gli uomini più vicini al premier, i cosiddetti renziani. Donne e uomini politici che sentono per la prima volta puzza di bruciato sotto la poltrona e se è vero che in una nostra intervista poco più di un mese fa Anna Paola Concia disse che si sarebbe vestita da suora se Alfano avesse lasciato la maggioranza per le unioni civili, la stessa ieri ha mostrato tutta la sua rabbia per quanto successo in Senato. 

Insomma, renziani o no è chiaro che l'aria è cambiata. Questa settimana manderà il canguro non solo in letargo, ma con ogni probabilità al macello e Renzi dovrà fare bene i conti per evitare di avere complicazioni ben più gravi. Dosando bene il coraggio del leone, la prudenza della colomba e la vista dell'aquila. Tanto per chiudere come avevamo iniziato, ma solo dopo aver riportato le ultime dichiarazioni della Cirinnà appena pubblicate dalle agenzie: "Giuro sui miei cani che Renzi non mi ha mai detto: 'Monica fermati', anzi mi ha incitato ad andare avanti. Lui, la Boschi, Campana, Scalfarotto. Purtroppo c'è stato il tradimento di colleghi con cui abbiamo lavorato per due anni. Credo che Airola e Buccarella siano stati leali finché hanno potuto, finché non è arrivato il diktat notturno di Di Maio. Non c'è nulla di più stalinista di aver costretto Airola a smentire due anni di percorso condiviso. Pur di nuocere al Pd hanno perso l'opportunità di scrivere un pezzo di storia dei diritti umani e civili di questo Paese. Quando ci sono di mezzo i diritti delle persone, il riconoscimento del tuo bambino - sottolinea - il canguro si può anche ingoiare". In merito a una possibile modifica della legge, "Il testo è quello pubblicato sul sito del Senato. Per il Pd, questa è la partita della vita", dice Cirinnà. "Spero che si arrivi fino in fondo ma una cosa è certa: non lascerò che il mio nome sia associato ad una legge porcata". Ecco, mancavano porci e cani.
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