Grecia esasperata: striscioni, trattori e pure i forconi. La rivolta degli agricoltori - VIDEO

18 febbraio 2016 ore 11:16, intelligo
di Anna Paratore

La Grecia in rivolta censurata dai media italiani In Italia, da un po’ di giorni a questa parte, sembra proprio che l’unico problema sia la legge Cirinnà
, e in particolare lo stepchild adoption (in pratica l’adozione del figliastro nelle coppie gay), che se tanto mi dà tanto e certe rilevazioni sono giuste, riguarda meno di un migliaio di famiglie su tutto il territorio nazionale. Ma al di là di quello che sta accadendo in senato, degli altri notevoli problemi dell’Italia, di cui si parla ma poco, del fatto che il CDA Rai ha proposto alla direzione Daria Bignardi.

Non vogliamo credere a quelle statistiche impietose che ci piazzano a livelli da paese centroafricano in tema di stampa libera, ma quando dalla mattina alla sera senti ripetere sempre le stesse cose per giorni, e magari nemmeno un TG si prende la briga di raccontarti quello che sta accadendo in Grecia, nazione UE poco distante da noi, qualche dubbio ti viene. Così, per riportare un po’ la rotta sui giusti binari, qualche notizia ve la dà IntelligoNews. Da giorni la Grecia è in un marasma assoluto, peggiore anche di quello ai tempi delle elezioni e del possibile default. Da l’altro ieri mattina gli agricoltori del Peloponneso si sono ammassati sull’istmo di Corinto, bloccando la principale arteria greca, che è poi l’autostrada che permette di raggiungere Atene. Così tutto il traffico che si muove verso la capitale, sia privato che commerciale su gomma, sta ora utilizzando la statale che, per chi conosce un po’ la Grecia, non è certo una superstrada. In tutta la nazione si contano circa una settantina di blocchi stradali, e si segnalano i primi tafferugli tra gli agricoltori manifestanti e i camionisti che non sanno come fare per rispettare le tabelle di marcia. La Tessaglia è al collasso, e anche uscire dalla Grecia diretti verso Turchia, Macedonia o Bulgaria risulta estremamente complicato se non impossibile. Anche nel centro di Atene le cose non vanno meglio. Gli agricoltori sono arrivati in massa con striscioni, trattori e pure qualche forcone, come prima o poi era normale che accadesse. L’intenzione degli organizzatori, sostengono, era quella di sfilare pacificamente per le vie della città, ma qualcuno in alto loco ha deciso di non permetterlo. Dalla polizia schierata sono partiti prima i lacrimogeni, poi alcune cariche di alleggerimento. Risultato: una vera e propria guerriglia. Ben lontani da una ritirata almeno strategica, gli agricoltori hanno accettato lo scontro piuttosto cruento con le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, tra fumo che faceva bruciare gi occhi, polvere, urla di donne e ragazzi, il ruggito delle fiamme delle auto date a fuoco. In più, le posizioni si irrigidiscono. 

Con i loro blocchi gli agricoltori vogliono far svuotare i negozi dalle merci fresche e non solo. Ed è stramba anche la coesione “terzoposizionista” che si è creata in piazza, dove i militanti di estrema destra di Alba Dorata hanno unito le loro potenzialità ai militanti del partito comunista che in Tessaglia è fortemente radicato soprattutto nelle zone rurali. Ormai il pesantissimo carico fiscale che come gli italiani i greci stanno sopportando sta portando all’esasperazione le classi più disagiate e tra esse gli agricoltori. Dicono di essere disperati, di non farcela più a tirare avanti. Fino a pochi anni fa godevano di un’aliquota fissata al 6% , poi passata al 13 e ora prossima al 23%, senza prendere in considerazione le accise sui sementi, sui fertilizzanti e il costo del carburante ormai arrivato alle stelle. Senza dimenticare che si deve sommare a tutto ciò il costo dei contributi autonomi che per la prima volta ora i coltivatori vengono chiamati a pagare. Il tutto, considerando l’economia greca, per gente che spesso dispone di piccoli appezzamenti di terra, in molte circostanze di scarsa produttività. coltivati in famiglia con mezzi e tecniche addirittura arcaici se si esclude qualche trattore. Non certo latifondisti milionari come qualcuno sembra pensare. 

  Che fine ha fatto Tsipras che doveva lottare per la povera gente?
 
autore / intelligo
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