Deadpool: "gay un minuto, ed etero quello dopo". Ma per l'autore "è matto"

18 febbraio 2016 ore 11:23, Adriano Scianca
Deadpool: 'gay un minuto, ed etero quello dopo'. Ma per l'autore 'è matto'
Arriva oggi nelle nostre sale, ma Deadpool – il protagonista del fumetto Marvel creato nel 1991 dal disegnatore Rob Liefeld e dallo sceneggiatore Fabian Nicieza, ora diventato un film – fa già discutere da un po'. Rispetto ai vari supereroi che conosciamo, infatti, questo nuovo paladino in calzamaglia presenta caratteristiche davvero peculiari: non solo fa battute in continuazione, ha comportamenti molto poco superomistici, a volte dialoga con il pubblico, si lascia sfuggire frasi molto poco politicamente corrette, ma, allo stesso tempo, Deadpool presenta un'identità sessuale molto poco definita. Lo hanno definito “etero-flessibile” o “pansessuale”. Il che non significa “gay”, ma un etero che può fare esperimenti sull'altra sponda. 

Come ha scritto Wired: “Come ogni pazzo che si rispetti, Deadpool ha la licenza per fare più o meno tutto ciò che vuole, quindi può picchiare una donna, flirtare con Spiderman, cercare di baciare Thor, sbavare dietro al sedere di questa o quell’altra eroina, sposarsi due volte. E per ammissione dei suoi creatori, non ha una sessualità definita: è apertamente pansessuale, ma non nel senso che ama uomini e donne, se il suo cervello in quel momento gli dice di farsela con un tirannosauro lui lo fa”. Un altro mattone all'immaginario dei nostri tempi, che non tollera identità ben definite? Forse, ma fare di Deadpool un'icona gay potrebbe essere un boomerang. 

Intanto perché, ad ammiccamenti omo, il protagonista alterna anche eccessi nell'altro senso, tant'è che l'attore che lo interpreta, Ryan Reynolds, se ne è dovuto giustificare con Repubblica:  "È vero, spesso sono un po' sessista e macho. Ma non c'è nulla di reale nei film-fumetto, è tutto caricatura e gioco”. Ma, soprattutto, è il motivo per cui Deadpool si comporta così che fa riflettere. Il creatore del personaggio Marvel, Fabian Nicieza, ha confermato l'identità sessuale flessibile di Deadpool, ma ha aggiunto anche una spiegazione tecnica: “Le cellule del suo cervello sono in costante flusso. Lui può essere gay un minuto, ed etero quello dopo. Deadpool è pazzo ed ha una memoria imperfetta. Per questo motivo una cosa può piacergli un minuto prima, e può odiarla il minuto dopo”. Insomma: le tentazioni gay di Deadpool sono il frutto di un disordine mentale. Che è esattamente la teoria che le associazioni lgbt bollano come non plus ultra dell'omofobia. Tant'è che Nicieza ha anche aggiunto: “Capisco il messaggio ed il tipo di battaglia, ma state scegliendo il personaggio e lo scrittore sbagliato per poterla combattere. Spero che accettiate questa cosa e troviate un altro personaggio per portare avanti questa battaglia”. 

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