Cirinnà, Cecchi Paone: "Voglio la legge, anche senza stepchild che riguarda poche centinaia di persone"

18 febbraio 2016 ore 12:24, Lucia Bigozzi
“La colpa è dei 5S: se avessero votato il canguro, oggi avremmo la legge. I cattodem da soli non contano un piffero”. Così Alessandro Cecchi Paone, giornalista e conduttore tv nonché consigliere di Berlusconi sui diritti civili, fotografa il pantano dove si è infilato il ddl Cirinnà. Nella conversazione con Intelligonews svela anche come uscirne. 

Secondo il Corriere della Sera la Cirinnà avrebbe lamentato che il vero problema erano i renziani, anche se poi la senatrice ha in parte smentito quelle affermazioni. E’ così oppure la colpa è tutta e solo dei “voltafaccia” 5S come li ha definiti Zanda?

«Non entro nei gorghi delle faide interne ai vari partiti. Qui c’è indiscutibilmente una cosa sola: se i 5S votavano a favore del canguro, oggi noi avremmo la legge. L’hanno bloccato e la legge non c’è: ha ragione Zanda».

Sì ma questa vicenda investe direttamente anche il Pd con una divisione interna sempre più evidente e non solo per i cattodem. Cosa risponde? 

«I cattodem erano numericamente ininfluenti. E’ colpa dei 5S che hanno rimesso in gioco tutto, rimettendo in pista i cattodem, Ncd , Formigoni, Giovanardi. Quindi sono stati i 5S, perché senza il loro dietrofront, i cattodem avrebbero contato un piffero»

Come si spiega la mossa dei 5S? Cosa c’è dietro?

«Ho l’impressione che non siano capaci di fare politica in termini propositivi e costruttivi, ma che siano capaci di sfasciare tutto. La loro linea politica sembra quella di rompere tutto; sono totalmente incapaci di una qualunque politica propositiva, sia a livello di diritti civili che di amministrazione locale»

Ha sbagliato la Cirinnà, come lei stessa ha affermato, a fidarsi dei 5S oppure ha sbagliato Renzi a gestire questa partita?

«A me risulta che Renzi la legge l’ha sempre voluta e ci ha messo la faccia. Non riesco a capire chi e perché possa pensare che Renzi abbia in qualche modo agito dietro le quinte. No, è colpa dei 5S: la politica è fatta di risultati concreti e oggi senza il ‘voltafaccia’ del Movimento di Grillo avremmo la legge. E per lo stesso Renzi sarebbe stato meglio averla»

A Intelligonews Paola Concia ha denunciato come “inquietante il fatto che si usino gli omosessuali per interessi dei partiti”. Condivide? Secondo lei Alessandro, ha vinto il clima omofobo contro di voi? 

«No. Io non sono un vittimista. Dici che da molto tempo in Italia non c’è più la grande politica che ha una visione, che capisce su quali grandi temi e ideali dare un segnale al Paese e questo vale per i diritti civili ma anche per altre questioni. Non c’è un problema di vittimismo dei gay, il problema è che la politica vola basso e sta facendo un lavoro di bassa cucina sui diritti civili come su altre questioni fondamentali per il Paese e questo, ormai, da molto tempo»

Come finisce? C’è ancora un futuro e quale per il ddl Cirinnà? 

«Il futuro che c’è e lo dico senza tema di apparire compromissorio visti i dodici anni di battaglie senza quartiere che ho condotto su una legge per i diritti civili, è quello di scorporare la stepchild adoption e approvare al più presto la legge sulle unioni civili. Poi, passare a una riforma complessiva delle adozioni per tutti, omosessuali ed eterosessuali»

Ma perché nel fronte Lgtb c’è tanta ostinazione nel volere o tutto o niente? 

«Io sono un riformista e voglio la legge sulle unioni civili. Della stepchild adoption che riguarda poche centinaia di persone se ne riparlerà - perché ne va riparlato - nella riforma sulle adozioni per tutti. Intanto, però, noi dobbiamo avere una legge. Mi vergogno di far parte di un Paese che non ha ancora nulla di questo. Sono un riformista e voglio gradualmente avvicinarmi all’obiettivo. Dopo 12 anni di impegno e battaglie, non posso pensare che nel 2016 il mio Paese non abbia una legge sulle unioni civili»

Dunque lo stralcio della stepchild in cambio del sì alle unioni civili è l’unica via d’uscita o anche su questo teme trabocchetti?

«Lo stralcio della stepchild serve per portare a casa la legge, ma è anche lo strumento per stanare chi dice che senza stepchild la legge la vota. Voglio vedere perché non mi fido dei Giovanardi, dei Formigoni e voglio vedere se è vero. Io spero di sì perché voglio la legge e al tempo stesso intendo verificare se chi dice sì alle unioni senza stepchild lo vuole veramente. Quindi staniamo tutti: cattodem, 5S, Ncd e vediamo se invece, sono solo parole di gente che la legge non la vuole»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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