Ddl Cirinnà, Adinolfi: "Torna il ricatto dell'anti-omofobia, domani vogliono impedirmi di andare a Bari"

18 febbraio 2016 ore 13:40, Andrea De Angelis
Il giorno dopo il rinvio del ddl Cirinnà (tornerà in Aula mercoledì 24 febbraio) in molti si interrogano sul futuro delle unioni civili. IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, direttore de La Croce Quotidiano...

Ddl Cirinnà, Adinolfi: 'Torna il ricatto dell'anti-omofobia, domani vogliono impedirmi di andare a Bari'
Cosa accadrà in questi sei giorni che ci separano dal voto in Senato?
"Ormai la partita è nelle mani di Matteo Renzi. Domenica è prevista l'Assemblea Nazionale del Pd e con ogni probabilità Renzi in quella sede proporrà una via d'uscita da questo caos creatosi. Prenderà cioè una posizione davanti al suo partito assumendo il ruolo di segretario, forse dimenticando di essere il premier degli italiani...". 

C'è un dibattito molto acceso sia a livello politico che d'opinione pubblica.
"Assolutamente sì e oggi come quotidiano La Croce abbiamo dovuto rispondere con molta nettezza a un editoriale del direttore di Repubblica, Mario Calabresi, che mi sembra voler guidare le prossime mosse di Renzi. La novità oggettiva sarà in questi giorni l'ingresso in campo di Renzi, che non a caso fino ad oggi per via del suo bagaglio culturale, valoriale, direi persino familiare non si è personalmente esposto a sostegno del ddl Cirinnà".

La faccia comunque ce l'ha messa...
"Ha fatto questo gioco: dire che si trattava solo di un'iniziativa parlamentare. Se fosse solo così la vicenda del ddl Cirinnà si sarebbe chiusa con il disastro conquistato da Cirinnà e Zanda questa settimana. Purtroppo non è così e da domenica in avanti le parole di Renzi potranno essere un elemento rilevante". 

Si torna intanto a parlare di omofobia dopo lo stop in Senato di ieri. Chi come lei spesso è stato etichettato omofobo, non pensa che se il ddl Cirinnà naufragherà potrà tornare in auge il ddl Scalfarotto?
"Domani sono invitato all'Università di Bari. I giornali del luogo hanno iniziato una campagna dipingendomi come omofobo e avallando le tesi di quattro studenti estremisti di sinistra che vorrebbero impedire il mio accesso all'Ateneo pugliese o comunque di farmi prendere la parola. Questo è un dato di fatto in cui mi trovo oggi e non perché non è passato il ddl Cirinnà. A tal proposito ho scritto proprio a Mario Calabresi chiedendogli se nei miei scritti, ormai pubblici da anni, è reperibile mezza frase contro gli omosessuali o l'omosessualità. Questa dovrebbe essere l'omofobia. In nessuna parte dei miei libri e delle migliaia di articoli si può citare mezza frase del sottoscritto irrispettosa". 

Qual è dunque il tema? 
"Chi ha la posizione vicina alla Cirinnà è avanzato ed ha la patente di democraticità, chi invece la pensa in modo diverso è estremista e non ha diritto di parola. Un meccanismo costruito da tempo nel Paese". 

Da chi?
"Dai grandi giornali, dai grandi programmi televisivi e radiofonici". 

Insomma, per lei non sarebbe un rischio ma la realtà?
"Sì, è già così. In più possono fare una cosa: varare una legge che ci manda direttamente in carcere. Il ddl Scalfarotto prevede fino a sei anni di galera per istigazione all'odio omofobico...".



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