C'è un "pericolo globale" per l'Ocse: le nuove stime al ribasso per volatilità e debito

18 febbraio 2016 ore 16:19, Luca Lippi
La rilevazione dell’Ocse è una istantanea sull’economia mondiale che quest’anno crescerà a ritmo decisamente più lento, questo ovviamente richiede nuove politiche di stimolo per la crescita e soprattutto cercare di limitare più che possibile i rischi finanziari. La domanda sorge spontanea, ma l’economia mondiale dovrebbe rapportarsi a chi? Se c’è vita oltre il pianeta, perché la notizia è il rallentamento mondiale e non il fatto che oltre “noi” c’è un altro mondo pronto a farci concorrenza?
A parte la parentesi burlesca, certo l’allarme Ocse se fosse “circoscritto” al mondo intero non sarebbe un allarme!

C'è un 'pericolo globale' per l'Ocse: le nuove stime al ribasso per volatilità e debito
Tagliate le stime di crescita anche riguardo il Pil italiano, rimane il fatto che Ocse legge una crescita globale al 3% quest'anno e del 3,3% nel 2017, a livelli inferiori dello 0,3% in entrambi gli anni rispetto a quanto previsto in precedenza. Non è il primo taglio e non sarà neanche l’ultimo, più volte lo scorso anno le stime di crescita globale per il 2016 sono state riviste passando dal +3,8% indicato a giugno al +3,6% stimato a settembre e il +3,3% di novembre.
Il capo economista dell'Ocse, Catherine L. Mann dichiara: "I dati recenti hanno deluso e gli indicatori puntano a una crescita più lenta nelle principali economie, nonostante la spinta che arriva dal basso prezzo del petrolio e dai bassi tassi di interesse. Dati i notevoli rischi al ribasso derivanti dalla volatilità del settore finanziario e il debito dei mercati emergenti è urgente concentrandosi su un maggiore utilizzo delle politiche strutturali e fiscali pro-crescita al fine di rafforzare la crescita e ridurre i rischi finanziari".
E in questo marasma “mondiale” la posizione dell’Italia? Fa il giro largo l’Ocse e dice che l’area euro è destinata a crescere a un tasso dell'1,4% nel 2016 e un ritmo 1,7% nel 2017. Precedentemente l'Ocse stimava un +1,0% per l'area euro nel 2016. 
Per la Germania prevede una crescita del 1,3% nel 2016 (dal precedente +1,8%) e dell'1,7% nel 2017, in Francia del 1,2% nel 2016 e 1,5% nel 2017. Per l'Italia l'Ocse stima un tasso di crescita dell'1% nel 2016 rispetto al +1,4% indicato lo scorso autunno. Confermata invece a +1,4% la stima per il Pil 2017.
Riguardo i Paesi Emergenti, la Cina dovrebbe continuare riequilibrare la sua economia dalla produzione ai servizi, con crescita prevista pari a 6,5% nel 2016 e del 6,2% nel 2017. Tra le altre big emergenti l'India è vista continuare a crescere fortemente con +7,4% nel 2016 e +7,3% nel 2017. Al contrario, l'economia del Brasile sta vivendo una profonda recessione e l'Ocse prevede una flessione del 4% quest'anno per cominciare a emergere dalla recessione l'anno prossimo.
Taglio delle stime anche sugli Stati Uniti con Pil 2016 visto a +2% dal +2,5% indicato in precedenza, ma qui siamo alla pura teoria giacché stiamo parlando dei più grandi manipolatori di dati macro del mondo!

autore / Luca Lippi
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