Immigrazione, Panebianco aggredito: un’altra vittima del nazismo democratico. Guai a parlare di cristiani…

18 gennaio 2014 ore 10:03, Fabio Torriero

Immigrazione, Panebianco aggredito: un’altra vittima del nazismo democratico. Guai a parlare di cristiani…
Solidarietà ad Angelo Panebianco. Il noto politologo, docente universitario, editorialista de Il Corriere della sera, è stato aggredito da studenti o pseudo-tali, in un’aula dell’Ateneo di Bologna, dove insegna da tempo.

Una trentina di giovani appartenenti al Collettivo Hobo, non hanno gradito il contenuto del suo recente articolo sull’immigrazione e hanno pensato bene di fischiarlo prima che iniziasse la lezione, gridandogli frasi ingiuriose (“Panebianco fai schifo, via i razzisti dall’Università”), e tentando di appendergli al collo un cartello pieno di insulti. E non contenti della bravata, hanno imbrattato la porta del suo ufficio accademico con slogan emblematici: “Panebianco, cuore nero”.

Vediamo il messaggio che Panebianco ha “osato” dare sul primo giornale nazionale: politiche sull’immigrazione basate non sull’accoglienza, fonte di demagogia e caos per qualsiasi governo (“La Chiesa deve pensare all’umanità, al messaggio evangelico, poi sono gli Stati a fare i conti con la realtà e con i numeri”), ma sulla convenienza, ossia, su un sano rapporto tra flussi e capacità di integrazione, possibilità logistiche, abitative, sanitarie, lavorative, favorendo la manodopera specializzata.

E poi, apriti cielo: “Maggiore apertura al mondo cattolico-ortodosso, rispetto a quello islamico”.

Ecco il punto, che tra l’altro ha evocato un vecchio concetto, sostenuto a suo tempo dal Cardinal Biffi, proprio a Bologna: “Da una parte, l’integrazione omogenea, compatibile, con la nostra cultura, storia, religione, tradizione, Costituzione; dall’altra, l’integrazione incompatibile, come quella islamica, per dottrina a vocazione egemone, e poco incline ad adattarsi ai nostri valori”.

Un tema scottante e politicamente scorretto: il “primato della casa che accoglie” e non l’“integrazione arcobaleno”, del tipo tutti possono entrare. Una diversa impostazione (e un conseguente suggerimento ai governi) che mette al centro gli aspetti culturali dell’integrazione, su quelli meramente giuridico-legali o economico-sociali.

Ma in Italia non si può: Panebianco è un’altra vittima della dittatura del relativismo, del nuovo nascente nazismo democratico, del suo dogmatismo culturale, politico e lessicale (difficile, infatti, distinguere tra mandanti ideologici, chi lo ha difeso formalmente - che ha detto “no alla violenza, la democrazia è esprimere ogni opinione” - ma sostanzialmente è più vicino al Collettivo e, appunto loro, i giovani esecutori dell’aggressione). Guai a privilegiare i cristiani, dall’immigrazione alla società. Guai a inserire le radici cristiane nella Costituzione europea, o a ostacolare l’ideologia di genere (si pensi al recente regolamento emanato dall’Unar), guai a dire che il matrimonio tradizionale tra uomo e donna è il vero modello rispetto al matrimonio gay, guai a dire che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre, non di un genitore 1 e un genitore 2, dello stesso sesso.

Sta arrivando Robespierre.

 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]