I topi come cavie no, Dennis McGuire sì. Ecco l'etica dei Paesi "moderni e civili"

18 gennaio 2014 ore 11:44, Marta Moriconi
I topi come cavie no, Dennis McGuire sì. Ecco l'etica dei Paesi 'moderni e civili'
Quindici minuti di dolore atroce. Quindici minuti tragici e senza senso. Perché non si può più morire condannati nel 2014 alla pena di morte, e  non si può morire davanti ai propri figli con un’agonia tanto lunga.
Il trapasso di Dennis McGuire, stupratore e assassino di Joy Stewart, una donna incinta nel 1989, non è stato un film, ma vita vera anche se sottoposta a test. Infatti è stata sperimentata per la prima volta su di lui, dell'Ohio, una doppia iniezione. Una cavia McGuire come fosse un animale. Anzi, per le bestie  tanto si battono gli animalisti, sollevando dubbi e polemiche sulla scelta di sottoporre topolini e coniglietti a punture letali. E pensare che nel caso di quest'uomo, qualcuno aveva anche avvertito le autorità del pericolo che si accettava sulla sua pelle: "Sarà una morte terrificante" aveva dichiarato il difensore federale, Allen Bohnert, chiedendone la sospensione. E su tutto, quell’ombra che insegue il caso McGuire, il fatto che lui degli abusi durante l'infanzia li aveva subiti, ma che non era riuscito a raccontarli. Un mostro vittima di un altro mostro, come spesso accade. Ma la Corte Suprema non solo non è stata misericordiosa salvandolo dalla morte, ma ha anche deciso di infliggergli una punizione così crudele da essere equiparabile ai metodi e agli strumenti di tortura che si usavano in quel passato che abbiamo abbandonato per entrare nella civiltà moderna. Moderna solo perché siamo riusciti a sapere in tutto il mondo come è morto: ha sbuffato per un po’, poi ha continuato ad aprire e chiudere la bocca, il ventre gli si è gonfiato d’improvviso fino a fermare la sua crescita, e poi ancora minuti e minuti di agonia.  
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