Per Grillo il Tg1 parla troppo del "caso Quarto". Stavolta il "fascista" è Orfeo

18 gennaio 2016 ore 9:52, Americo Mascarucci
E' guerra aperta fra Beppe Grillo e il direttore del Tg1 Mario Orfeo.
All'ex comico non sarebbe piaciuto l'eccessivo spazio che il telegiornale della rete ammiraglia Rai avrebbe dedicato al "caso Quarto", ossia la vicenda che più di tutte da qualche settimana sta mettendo in difficoltà il Movimento 5Stelle. 
 "Televisione fascista" scrive Beppe Grillo sul Blog e Twitter. dopo che una nota del gruppo parlamentare alla Camera aveva già attaccato la Tv di Stato denunciando quello che a giudizio dei grillini sarebbe "il silenzio assordante da parte dell'informazione Rai sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini: esattamente l'opposto di quanto accaduto per il caso Quarto, dove i telegiornali della tv pubblica hanno garantito una copertura senza pari". 
Sotto accusa c'è soprattutto il Tg1 diretto da Mario Orfeo accusato di dare eccessiva visibilità alle vicissitudini del Movimento 5S per nascondere i problemi e le difficoltà del Pd. 
Per Grillo il Tg1 parla troppo del 'caso Quarto'. Stavolta il 'fascista' è Orfeo
Va detto che, da sempre, il Tg1 è accusato di essere dalla parte del Governo, chiunque ci sia. Era accusato di essere filogovernativo con Prodi, con D'Alema, con Berlusconi, con Monti, oggi con Renzi, insomma la musica non cambia. Per non tornare poi troppo indietro negli anni quando Bruno Vespa dichiarava apertamente che "La Dc è il mio editore di riferimento" proprio quando fu chiamato a guidare il telegiornale della prima rete.
Un ritornello che si ripete ogni volta da parte delle opposizioni del momento che si sentono discriminate o criticate per compiacere chi sta al Governo. Anche se poi il più delle volte e in diverse occasioni gli osservatori hanno ridimensionato molto le accuse di faziosità.
Stavolta però i 5Stelle non stanno denunciando il poco spazio concesso loro, ma al contrario proprio quella che ritengono la sovraesposizione mediatica sul caso Quarto e le accuse all'amministrazione comunale pentastellata (ma sindaco, assessori e mezzi consiglieri sono stati già sfiduciati dal Movimento ed espulsi) di aver ricevuto sostegno elettorale dalla camorra.
"Il primo telegiornale italiano continua a costruire casi su notizie inesistenti come quella di Pomezia, mentre ignora argomenti seri come quello dei tre consiglieri del comune di Catania che hanno legami con persone legate alla mafia - attacca ad esempio la deputata del M5S Dalila Nesci - Non si parla del caso Catania dopo che lo stesso è approdato in commissione Antimafia percheé le vicende che riguardano esponenti del Partito democratico non possono venire raccontate da chi vuole restare attaccato alla propria poltrona, sopravvivendo ai possibili valzer di nomine aggrappandosi alla sottana del renzismo". 
Accuse che ovviamente com'era prevedibile hanno fatto scattare la difesa del Pd.
"I Cinque Stelle, dopo avere stilato la black list degli interlocutori politici con cui non vogliono confrontarsi, ora pretendono di ordinare alle testate tv e stampa chi intervistare e chi non intervistare ha replicato  Andrea Romano - invece di rispondere nel merito delle molte ambiguità e omissioni che stanno emergendo in casa grillina a proposito dello scandalo di Quarto, i 5S pensano bene di attaccare il Tg1 e il suo direttore Orfeo per il lavoro di informazione e inchiesta che sta conducendo sulla vicenda. I grillini si mettessero l'anima in pace: se l'omertà è ormai il loro stile, come dimostra lo scandalo di Quarto, l'Italia rimane un paese democratico dove l'informazione è libera e dove la stampa e la tv non sono sottoposte al controllo dittatoriale del duo Grillo-Casaleggio"
Ernesto Carbone, della segreteria Pd ha aggiunto: "E'scandaloso il tentativo di intimidazione contro un telegiornale della Rai, da chi, come il M5s, guida la Commissione di Vigilanza con Roberto Fico. Gli attacchi ingiustificati contro il Tg1 servono ad evidenziare il nervosismo e il panico che regnano nel M5s. Vanno capiti: vorrebbero che tutti i guai che hanno combinato da Nord a Sud, nei comuni dove amministrano, venissero silenziati, d'altronde il silenzio e' l'unica linea che hanno tenuto sul caso Quarto. Purtroppo sono convinti che quello che i giornali scrivono o va in onda nei Tg, spetti a loro deciderlo, o meglio, ai padroni Grillo e Casaleggio. Alla faccia della democrazia e del pluralismo".
 Insomma una polemica al fulmicotone con la scontata e sempre attuale accusa di Fascismo che non si nega a nessuno. E adesso tocca ad Orfeo passare sotto le "forche caudine" di chi considera il primo telegiornale della Rai, la "voce del potere" cioè del Governo, cioè di Renzi. La storia insomma si ripete. Ieri Minzolini oggi Orfeo. Domani chissà.
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