Razzo a Kabul contro ambasciata italiana. La strana e ambigua strategia talebana

18 gennaio 2016 ore 10:28, Americo Mascarucci
E' la politica del "doppio binario" o piuttosto il tentativo di impedire il processo di pace in atto?
In Afghanistan nelle ultime ore sono stati compiuti diversi attentati che, secondo fonti governative, sarebbero opera dei talebani.
E' toccato anche all'ambasciata italiana a Kabul colpita da un razzo che ha ferito due guardie afghane fortunatamente senza gravi conseguenze. Non si è ben capito se l'attacco sia stato mirato contro l'Italia o come appare più probabile il razzo sia stato lanciato in una zona popolata da diverse delegazioni straniere, compresa una postazione Nato. In quest'ultimo caso il razzo sarebbe caduto soltanto casualmente sull'ambasciata italiana. In un messaggio via whatsapp ricevuto dall'ansa a Islamabad, il portavoce Zabihullah Moudjahid, ha menzionato un "attacco all'ambasciata d'Italia" con "pesanti perdite umane e materiali". Anche se poi come detto il bilancio sarebbe in realtà di due soli feriti
L'attacco segue di poche ore l'attentato terrorista compiuto da un kamikaze nella provincia orientale afghana di Nangarhar, nella città di Jalalabad, dove almeno 14 persone sono morte e 13 sono rimaste ferite.
Lo ha detto il portavoce del governatore locale, Attaullah Khogyani, spiegando che un kamikaze si è fatto esplodere nel complesso residenziale di un membro del Consiglio provinciale - Obaid Shinwari - uccidendo molti ospiti dell'uomo politico che erano stati invitati per recitare il Corano.
Razzo a Kabul contro ambasciata italiana. La strana e ambigua strategia talebana
L'attentato, che segue di pochi giorni di distanza quello al consolato pachistano della stessa città e all'aeroporto di Kabul, non è ancora stato rivendicato. I talebani hanno negato ogni responsabilità.
 Il portavoce dei talebani Zabiullah Moudjahid, ha assicurato che i ribelli non hanno organizzato l'attacco avvenuto alla vigilia di un incontro a Kabul fra talebani e esponenti del governo per rilanciare il processo di pace. Ma a questo punto dove sta la verità?
E proprio qui sta il punto. Perché non si comprende ancora a fondo se i talebani stiano portando avanti una duplice strategia, quella cioè di trattare con il Governo continuando nel contempo l'azione terroristica non ottenendo i risultati sperati; o se invece gli attentati siano opera di schegge impazzite del movimento contrarie al processo di pace. In quest'ultima ipotesi rientrerebbe anche la morte del Mullah Omar, secondo l'opinione di molti ucciso da infiltrati dell'Isis dopo che lo stesso pare avesse dato il via libera al negoziato con il Governo afgano per chiudere definitivamente la guerra civile e favorire l'ingresso in Parlamento di esponenti talebani.
Di certo gli estremisti hanno tutto l'interesse a mantenere la tensione alta anche in Afghanistan. 

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