Unioni civili, Gandolfini: "Saremo più del 20 giugno: ecco le adesioni. Ora Renzi disinneschi la bomba"

18 gennaio 2016 ore 11:03, Marco Guerra
Il 20 giugno è stato solo un assaggio di quello che può fare la mobilitazione del popolo delle famiglie. Questo emerge nell’ultima intervista di IntelligoNews con il presidente del Comitato difendiamo i nostri figli, prof. Massimo Gandolfini, il quale racconta di un numero crescete di adesioni e condivisioni per la grande manifestazione nazionale del 30 gennaio, che sfilerà a Roma da Circo Massimo a piazza San Giovanni. E i segnali che arrivano dalla società civile, dalla Chiesa e dalla politica dicono che il percorso per l’approvazione del ddl sulle unioni Civili diventa ogni giorno più complicato.

Allora Gandolfini, dopo la girandola di incontri come siete messi con le adesioni per la manifestazione del 30 gennaio?

“Molto bene, c’è una grande condivisione con molte realtà. Per esempio il Forum ha detto che ci accompagna con grande attenzione e amicizia, ma non significa che partecipi all’organizzazione. Ottimi segni dal Movimento per la vita e il Rinnovamento per lo Spirito, quindi ci sarà una piazza ancora più allargata rispetto al 20 giugno”

E con Comunione e Liberazione avete avuto riscontri?

“Purtroppo di Cl non posso dire nulla, incontri con i vertici del movimento li avrò nei prossimi giorni. Ad ogni modo è significativo dell’aria che tira il fatto che mi abbia chiamato un gruppo di ciellini per chiedermi se possono portare in piazza un loro striscione. Ovviamente ho risposto che può venire chiunque sotto ogni sigla, basta che non siano esposte scritte offensive. Quindi verranno in piazza con un striscione con su scritto “Gli amici di Cl”…insomma credo che sia molto significativo”.

Ci sarà anche Kiko e parlerà anche dal palco?

“Kiko ci sarà sicuro perché ha mobilitato tutto il mondo neocatecumenale; si riserva di decidere se parlare oppure no”.

La Chiesa italiana come guarda a questa iniziativa, nello specifico Bagnasco e Galantino?

“Bagnasco si è detto assolutamente d’accordo, si è esposto dicendo che è necessario manifestare il proprio dissenso. Anche da parte di mons. Galantino, con tutto che non ho mai parlato con lui, c’è un sostegno che arriva da alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa; pur mettendo in evidenza che sono necessari due aspetti, quello culturale e formativo a cui tiene particolarmente, lascia liberi coloro che scelgono l'opzione pubblica. Ma voglio aggiungere che ci sono tanti vescovi diocesani che stanno attivando le loro parrocchie, perciò possiamo dire che siamo in piena sintonia con i pastori e con la Chiesa”.

C’è un atteggiamento favorevole da parte del Papa?

“Né io né altri del Comitato lo hanno contattato. Certamente è informato e se ci fosse stato qualcosa che con cui non concordava avrebbe avuto mille canali per farcelo sapere. Quindi prendiamo per buono il principio del silenzio assenso su questa piazza che non vuole essere divisiva, ma che allo stesso tempo è estremamente determinata, noi sul ddl Cirinnà non faremo mezzo passo indietro”

Certo quindi la contrarietà non si ferma alla stepchild adoption. Fra le altre cose voi puntate il dito anche contro la reversibilità della pensione

“Ma è sufficiente che due amici si mettano d’accordo, fanno un unione civile e dopo si scambiamo la pensione quando sarà il momento. La reversibilità è anzitutto un illogico pratico perché apre a tante di quelle possibilità di truffa che fan venire paura; e poi c’è un principio di giustizia, non è possibile che allochiamo risorse dai trenta a trecento milioni di euro per questo provvedimento quando abbiamo un milione e mezzo di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. Allora se l’Italia ha risorse da investire prima le dedichi agli italiani che sono condizioni di indigenza perché questo delle unioni civili è un lusso che non centra nulla con l’emergenza economica”.

Anche nei media e tra la gente il clima è diverso, ora c’è un attenzione particolare…

“Rispetto al 20 giugno la nostra azione si collega ad un contesto politico diverso; il fatto che un certo numero di parlamentari Pd non sia d’accordo con la stepchild, il fatto che Forza Italia si sia espressa chiaramente contro…insomma c’è uno schieramento politico in fermato e c’è una bomba che Renzi non ha disinnescato è rischia di scoppiargli in mano”.

Quindi cosa cambia rispetto al 20 giugno?

“Il 20 giugno è stata una piazza miracolosa ma più di ordine culturale, questa si inserisce invece in un dibattito politico di cronaca che crea grandissima tensione non solo fra maggioranza e opposizione, ma all’interno degli stessi partiti della maggioranza con divisioni e spaccature. Il miglior modo per venirne fuori è ritirare la legge perché anche i giuristi dicono che è un ddl che fa schivo, scritto male, da incompetenti e apprendisti stregoni. È se una legge crea così tanti problemi e divisioni fermiamo le bocce, mettiamoci intorno ad un tavolo e riscriviamone una totalmente nuova, mettendo in ordine i diritti civili legati alla persona”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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