Le sindromi della Serie A: la pareggite, la panchina che resiste e l'Argentinite da gol

18 gennaio 2016 ore 11:32, Micaela Del Monte
Campionato al giro di boa. Si è concluso infatti ieri sera con la vittoria del Milan contro la Fiorentina (2-0) la prima giornata del girone di ritorno della Serie A e finalmente cominciano a definirsi i ruoli in vetta alla classifica, lotta che fino a poche settimane fa era del tutto aperta. 

Ora invece sembra che la tendenza sia cambiata, o meglio, una tendenza si sta imponendo e Napoli e Juventus hanno preso il sopravvento sulle altre. La squadra partenopea è ancora in testa alla classifica dopo essersi aggiudicata il titolo di "Campione d'Inverno" dopo la vittoria schiacciante della settimana contro il Frosinone. Maurizio Sarri e i suoi ragazzi, in particolare Higuain, sembrano non volersi più fermare e gli otto gol nelle ultime due giornate lo dimostrano. Il rigore segnato da Falcinelli al terzo minuto del primo tempo non ha spaventato il Napoli che è ripartito con il primo gol in questa stagione di Callejon e la (solita) doppietta dell'argentino che si conferma uno degli attaccanti più forti del mondo segnando 20 gol in 20 giornate di campionato.

Le sindromi della Serie A: la pareggite, la panchina che resiste e l'Argentinite da gol
La Juventus dal canto suo, chiamata a rispondere immediatamente alla prestazione del Napoli, non ha tardato a farsi sentire. 4-0 all'Udinese e pratica archiviata. Forza di volontà e soprattutto tanta classe, questa è la Juve targata Dybala che anche ieri è andato a segno con una doppietta portando i bianconeri a due punti dalla vetta. Ora sembra che i punti persi dalla Vecchia Signora ad inizio campionato non continuo più nulla, come se tutta la Serie A si fosse fermata ad attendere il ritorno, di prepotenza, della squadra di Massimiliano Allegri. Come se tutte e 19 le sue rivali abbiano deciso da un momento all'altro di prostrarsi alla squadra che negli ultimi anni ha dominato senza troppa fatica tutte le altre.

Insomma, il duello scudetto sembra definitivamente essersi definito vista l'arresa (per ora) dell'Inter di Mancini che non vince più. Segnare un solo gol a partita non è più abbastanza come lo era ad inizio stagione e così con la "sparizione" si Jovetic è sparito anche l'Inter che sembra essere stata infettata dalla Roma dalla sindrome da pareggite mista a quella dell'altalenanza. I nerazzurri non hanno più un volto riconoscibile, cambiano faccia di partita in partita rischiando così di compromettere una stagione che era partita nel migliore dei modi. Tornando ai giallorossi il cambio in panchina aveva fatto pensare ad una risposta psicologica di livello che avrebbe portato i tre punti all'Olimpico contro l'ultima della classe, l'Hellas Verona di Del Neri che fino ad ora ha ottenuto solo 9 punti (senza vittorie) di cui ben due proprio con la squadra ora di Luciano Spalletti. Niente da fare, la Roma non vince e per il tecnico toscano c'è parecchio da lavorare. 

Al contrario il Milan ha continuato a credere in Sinisa Mihajlovic e sembrerebbe proprio che la scelta sia stata azzeccata. Ad aiutare il tecnico serbo però c'è stato il grande ritorno di Kevin Prince Boateng, con tanto di splendido gol, e la sublime classe di Carlos Bacca. I due infatti hanno cambiato il volto ad un Milan triste ed arrendevole, che già la settimana scorsa avevano strappato un pareggio all'Olimpico contro la Roma, pareggio che ha sancito l'allontanamento da Trigoria di Rudi Garcia. Insomma, almeno da questo punto di vista Mihajlovic ha battuto il francese che non è riuscito a resistere né in campo né sulla panchina. Così dopo il tecnico francese anche la Fiorentina si è dovuta arrendere ai Diavoli di Milanello e ora in casa viola è contestazione, con tanto di striscioni fuori al centro sportivo contro il presidente Della Valle

Insomma, le sindromi di questa stagione sembrano essere ben chiare: l'Argentinità devastante e al momento incurabile di Dybala e Higuain, la pareggite della Roma, l'altalenanza dell'Inter e la panchina eternamente in bilico di Sinisa Mihajlovic (perché sappiamo tutti che al prossimo passo falso del Milan si tornerà a parlare di "ultima spiaggia" per il tecnico serbo). 
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