Unioni civili, dal Quirinale alla Cei di Bagnasco il ddl Cirinnà non piace: ma quale matrimonio?

18 gennaio 2016 ore 12:39, Americo Mascarucci
Stavolta la piazza cattolica può davvero sentirsi le spalle coperte, non soltanto da parte della Conferenza Episcopale italiana, dopo il convinto via libera del presidente Angelo Bagnasco, ma anche dalle perplessità evidenziate dal Quirinale, e che più di qualcuno ha addirittura attribuito al Capo dello Stato Sergio Mattarella, circa i contenuti del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili.

Ad ogni modo la posizione che più fa discutere resta quella del presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco il quale dopo aver benedetto il Family Day in programma il 30 gennaio prossimo, ha ribadito che le priorità per il Governo dovrebbero essere il lavoro e la famiglia. Parlare di scomunica nei confronti della politica del Governo Renzi forse è un pò azzardato ma poco ci manca.
Ma Bagnasco fa notizia soprattutto perché, diversamente da quanto avvenuto il 20 giugno scorso, concede alla piazza una sorta di "benedizione" della Chiesa italiana alla mobilitazione dell'associazionismo cattolico; una benedizione che era invece mancata a giugno al punto da offrire il pretesto ai laici e ai gay per affermare che la Chiesa di Papa Francesco si dissociava dalle crociate etiche tipiche dell'epoca Ruini.
Unioni civili, dal Quirinale alla Cei di Bagnasco il ddl Cirinnà non piace: ma quale matrimonio?
In quel caso aveva prevalso la linea del segretario generale Nunzio Galantino il quale aveva in pratica privato la piazza di qualsiasi sostegno da parte della Cei ottenendo una sorta di effetto boomerang; perché, nel tentativo di dimostrare come la Chiesa di Francesco non volesse le "prove di forza", i "muri contro muri" del passato sulla difesa dei temi etici ma preferiva il confronto e il dialogo alla ricerca di una "sempre possibile ed auspicabile mediazione", aveva finito per evidenziare uno scollamento chiaro ed evidente fra la Chiesa e il suo popolo. Quel popolo fatto di movimenti ecclesiali, associazioni del laicato cattolico che per Giovanni Paolo II erano "il sale della Chiesa" e che per la prima volta avevano scelto di essere in piazza contravvenendo all'indicazione ufficiale della Cei. 
Alla fine la piazza del 20 giugno, oltre che una piazza in difesa della famiglia naturale e del diritto di un bambino di avere un padre ed una madre, era apparsa a tutti gli effetti una piazza anti-Cei, o meglio contro l'orientamento della Cei ad ammainare la bandiera della difesa dei temi etici. 
Stavolta l'appoggio di Bagnasco già sta facendo prevedere un afflusso maggiore di associazioni e movimenti, compresi quelli che a giugno avevano preferito non aderire per rispettare l'orientamento dei vescovi. 
Ha perso dunque la linea Galantino? Il segretario Cei si è allineato alla posizione del presidente ma senza incoraggiare la piazza. La stessa posizione che sembra contraddistinguere il Forum delle Famiglie e il neo presidente Gigi De Palo considerato un fedelissimo di Galantino. Il quale De Palo ha corretto il senso di certe dichiarazioni che le sarebbero state attribuite circa un presunto fallimento del Family Day del 2007, ma ribadendo la necessità di una difesa della famiglia da portare avanti senza contrapposizioni ideologiche.
Dunque la linea Galantino permane, anche se allo stato attuale appare minoritaria. Nessuna presa di distanza dalla piazza ma una tiepida approvazione che tuttavia non sembra proprio indirizzata a voler incoraggiare una partecipazione che si annuncia come detto di gran lunga superiore a quella di giugno. 
Ci dovrebbero essere infatti realtà importanti e numerose come il Movimento per la Vita, il Cammino Neocatecumenale, il Movimento del Rinnovamento dello Spirito oltre una parte di Comunione e Liberazione. Poi ci saranno soprattutto le protagoniste principali, le tante famiglie provenienti da varie parti d'Italia ancora più numerose stavolta anche grazie alle mobilitazioni delle parrocchie e delle diocesi che potranno muoversi liberamente e senza il timore di incorrere nei moniti della Cei.
Insomma stavolta è tutta un'altra storia e la Chiesa italiana sembra volerne essere protagonista. 

 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]