Unioni civili, Crepet: "Sì alle nozze, ma utero in affitto è eugenetica. Cosa diremo a quel bambino?"

18 gennaio 2016 ore 12:53, Lucia Bigozzi
“L’utero in affitto è eugenetica, nel senso che stabiliamo noi qual è la natura di un bambino. E’ un pensiero nazista”. E’ netta l’analisi di Paolo Crepet, psichiatra, sul passaggio controverso della legge Cirinnà. Lo ha detto chiaro anche a Luxuria nel corso di un movimentato faccia a faccia su La7, molto cliccato e discusso sulla Rete. Nella conversazione con Intelligonews, si spinge oltre e avanza una serie di sospetti. Uno tra tutti: “Come mai il mondo gay ormai a un passo dal portare a casa una quantità enorme di diritti, si impunta su una cosa non solo sbagliata ma che riguarda pochissime persone di ceto medio-alto e non potrà mai permettersi l’operaio gay?”. O ancora: "Cosa diciamo a un ragazzino che farà la fatidica domanda di chi sono figlio? Gli diciamo che è figlio di un utero in affitto pagato 2mila dollari?".

Perché da tecnico dice no alle adozioni gay?

«Molto semplice: se un signore o una signora nella sua vita eterosessuale ha un figlio e poi cambia opinione e diventa omosessuale e quindi si accoppia con un pari sesso, non ci trovo nessun problema. C’è un principio dietro a tutto che considero fondamentale: cosa si risponde a un bambino o a una bambina quando, prima o poi, farà la fatidica domanda: di chi sono figlio io? Per essere chiari: sono d’accordo quando si può rispondere tua mamma piuttosto che tuo papà è in Ucraina perché ti ho adottato, o a via Roma perché la tua mamma è lì e tuo papà è omosessuale; quindi risposte ci sono. Ma il problema è quando uno comincia a non sapere cosa rispondere: il problema è lì ed è lì il mio no. Se due gay che stanno insieme e decidono di andare in Usa o in Canada, ovvero dove si può andare, e si affitta un utero - perché è di questo che si tratta – e si torna in Italia dopo nove mesi con un bambino, io lo trovo nazista. E alla signora Luxuria ho detto chiaro che questo è un pensiero nazista»

Per quale motivo?

«Perché, di fatto, è eugenetica nel senso che noi decidiamo qual è la natura di quel bambino. Ma la cosa più grave, è che non ce ne frega niente di capire che quando un bambino arriva ai 14 anni, cioè a oltre l’età della ragione, non gli puoi dire: tua mamma è un utero in affitto che ho pagato duemila dollari. Questa è una cosa che uno Stato civile secondo me non può permettere; secondo la signora Luxuria sì e non so cosa altro aggiungere. C’è poi una cosa che non capisco dalla parte del movimento gay…».

Cosa?

«Essendo loro a meno di un centimetro dalla vittoria per portare a casa una enorme quantità di diritti, perché se togliamo la clausola delle adozioni, la legge passerebbe in Parlamento domani mattina, mi chiedo come mai, cosa c’è dietro. In sostanza, mi chiedo perché a fronte del fatto di potersi sposare, avere la reversibilità della pensione, l’accesso alle case popolari, le visite in ospedale, tutte cose importantissime e decisive per un Paese civile e io sono il primo a firmarle, mi domando come mai ci si impunta su una cosa che riguarda pochissime persone di un ceto sociale medio-alto. Alla signora Luxuria, visto che è stata parlamentare di un partito di ultra-sinistra, ho sottolineato anche un'altra cosa: ho detto che andare in Usa o in Canada e affittare un utero non può farlo un operaio gay, ma un gay ricco. E questo mi sembra un ulteriore aspetto antipatico, per non dire altro»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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