Family Day, Fioroni (Pd): "Io coerente. Il 30 gennaio? Non è una piazza contro"

18 gennaio 2016 ore 13:50, Lucia Bigozzi
“Serve una buona legge che è tale se evita che venga aperta la strada all’utero in affitto, un crimine contro l’umanità, il sovvertimento di ogni diritto naturale”. Giuseppe Fioroni, parlamentare dem di area cattolica, usa toni misurati sull’impianto del ddl Cirinnà ma il senso del suo no alla stepchild adoption è chiarissimo. Al Family Day del 30 gennaio ci andrà e nella conversazione con Intelligonews ne spiega le ragioni. 

Il cardinale Bagnasco definisce “necessario” il Family Day e sottolinea che i problemi del Paese sono altri. La Cei dunque prende posizione: lei che valutazione dà?

«Siccome ritengo che fare le leggi spetti agli eletti e io sono geloso delle mie convinzioni e delle mie prerogative, non commento perché il cardinal Bagnasco e monsignor Galantino parlano alle coscienze dei credenti. Io, sono chiamato a fare le leggi ed esercito le mie prerogative in perfetta autonomia»

Sì ma ddl Cirinnà passa o no al Senato anche coi voti dei cattodem? 

«La mia posizione è nota da tempo: io ritengo che i temi di bioetica e biopolitica rappresenteranno la nuova frontiera della legislazione italiana e mondiale. Ho il terrore che un parlamento tra un po’ di tempo sia chiamato a fare anche le ricette o, peggio ancora, sia chiamato ad arrogarsi il diritto di rappresentare la coscienza dei singoli italiani, uomini e donne che su questi temi hanno i propri intimi convincimenti in base al proprio rapporto valoriale. Sono due le strade che ho sempre indicato».

Quali?

«La prima, mai accolta, riguarda l’introduzione in Costituzione su temi di bioetica e biopolitica del referendum consultivo di indirizzo, in modo tale che l’orientamento prevalente delle coscienze diventi la base per il parlamento che deve decidere, non arrogandosi la convinzione ma desumendola direttamente dal coinvolgimento popolare, come del resto è già accaduto in Irlanda recentemente».

E la seconda strada?

«E’ la libertà di coscienza che vedo spesso additata come il fallimento di un’azione politica. Io credo che l’etica non si acquisisce con la tessera di partito e i temi etici non fanno parte del programma di governo. Ho il terrore di quelle formazioni politiche che affidando a tessere di partito i convincimenti etici, hanno compiuto delitti contro l’umanità. La libertà di coscienza è il modo di stare insieme per un grande partito su temi che riguardano l’etica, la brevettabilità del corpo umano, la vita e la morte»

Insisto: il Pd è spaccato, come ne uscite? 

«Anche nel partito l’orientamento delle singole coscienze dà l’orientamento prevalente. L’altra cosa che mi piace precisare è che sui temi etici, alla luce anche delle sciocchezze che ho letto sui giornali a proposito dei 37 parlamentari dem, è che è impensabile che qualcuno possa fare campagna elettorale più o meno strumentale, mettendo bandierine su questa o quella contrapposizione. E’ follia pensare di lucrare voti su temi del genere; significa essere distinti e distanti dal bene comune: occorre spiegare ai cittadini e che poi ciascuno maturi il suo libero convincimento»

Il 30 gennaio lei sarà al Family Day o no?

«Per me è una non notizia. Da ministro del governo Prodi ci sono andato nel 2007 come cittadino e a titolo personale e con la stessa coerenza andrò alla manifestazione del 30 gennaio a Roma»

Massimo Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli” a Intelligonews sottolinea la necessità di “disinnescare la bomba”. Condivide? E’ quello che dovrebbe fare Renzi?

«Dopo il ragionamento che le ho articolato la mia opinione è molto chiara: non si tratta di una piazza contro qualcosa, bensì a favore di qualcosa. Viene dipinta come una piazza che vuole togliere i diritti, in realtà vuole tutelare i diritti dei figli e della famiglia. Si può criticare nel merito ma non è una piazza contro qualcuno. Ho grande rispetto per i miei colleghi laici che fanno le loro legittime battaglie, ma a me non è mai venuto in mente di sbattere il mostro in prima pagina perché dice cose in cui crede e non perché qualcuno le ha imposte. Ritengo che su questi temi, la base di una democrazia matura sia il confronto che passa dall’accettazione delle reciproche convinzioni scaturite da un libero convincimento»

Come valuta le perplessità del Quirinale sul ddl Cirinnà? 

«Non commento. Il presidente della Repubblica è garante della Costituzione e come tale esercita i poteri che la Costituzione gli assegna. Il riferimento al rispetto costituzionale per il capo dello Stato è un dovere ma lo è anche per il legislatore. Sarebbe stato meglio se avessero riflettuto sul documento dei 37 parlamentari alla Camera in cui si chiedeva di fare in premessa della legge riferimento all’articolo 2 della Costituzione su cui si basa la normativa sulle unioni civili e una riformulazione più coerente degli articoli 2, 3 e 4 della legge per evitare rimandi pedissequi alle norme del codice civile sul matrimonio, sanando le ambiguità presenti nel testo». 

Vuole dire qualcosa alla sua collega Cirinnà che oggi ha ribadito l’avanti tutta con la legge?

«Ho grande rispetto per tutti. Credo che al Paese serva una buona legge e una buona legge è una legge che sulle adozioni – rispetto alle quali la mia contrarietà è nota – eviti che sia aperta la strada a quello che io chiamo un crimine contro l’umanità, perché l’utero in affitto è il sovvertimento di ogni diritto naturale»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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