Al dentista si rinuncia, per la chirurgia estetica si chiede il mutuo

18 gennaio 2016 ore 14:04, Americo Mascarucci
Spese mediche sempre più care e gli italiani per curarsi sono costretti a chiedere un prestito. 
Sono i dati analizzati dal comparatore Facile.it in collaborazione con Prestiti.it. Il portale ha analizzato oltre 20.000 richieste di finanziamento presentate in Italia da giugno a novembre 2015; ed è emerso che quasi il 4% delle motivazioni dichiarate al momento della domanda di finanziamento (3,82% del totale) sono da inserire in "spese mediche".
E' stato stimato che, nel periodo preso in esame, sarebbero stati erogati oltre 28.000 prestiti a sostegno di pratiche sanitarie e anche estetiche, con un volume complessivo stimato di oltre 340.000 euro.
Nel 2012 era emerso che il prestito veniva richiesto maggiormente per far fronte alla chirurgia estetica: a chiedere un prestito erano più uomini, il 56% che donne, il 44%. La cifra media richiesta era pari a 9.200 euro, che i richiedenti miravano a rimborsare in cinque anni circa.
Nel 2013 invece, il 12% degli italiani dai 14 anni in su si era scoperto aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti, a una visita odontoiatrica o a trattamenti per motivi economici.
Ciò emergeva dal rapporto 'Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia 2013' dell'Istat.
"Sul totale di chi rinuncia alle visite - si sosteneva nel Rapporto - i motivi economici incidono per l'85,2%. Lo svantaggio del Mezzogiorno è molto evidente: solo il 27,7% della popolazione di 3 anni e più ha fatto ricorso alle cure odontoiatriche rispetto alla media nazionale del 37,9%; inoltre è più alta la quota di chi rinuncia per motivi economici (14,5% rispetto al 12% osservato a livello nazionale). Anche per le visite per prevenzione o per la pulizia dei denti professionale, la quota di persone rilevata nel Meridione (16%) è la metà di quella del Nord (30,7%), mentre è doppia rispetto al Nord la percentuale di coloro che non sono mai stati da un dentista (12% contro 6,2% ). A livello nazionale, però, migliora complessivamente la salute dei denti rispetto al 2005. La quota di persone di 14 anni e più che conservano tutti i propri denti naturali (28) passa dal 37,8 al 41,4%, mentre coloro che hanno perso tutti i denti naturali si riducono dal 12 al 10,8%."

Oggi secondo la nuova rilevazione i prestiti vengono richiesti maggiormente per l'acquisto degli impianti di ortodonzia per sé o per i figli, per la gestione di terapie di lunga durata per finire con trattamenti di bellezza e le operazioni di chirurgia estetica. L’importo richiesto è pari a circa 6.600 euro, da restituire in un periodo di tempo particolarmente lungo, 58 mesi.
L’incidenza di questa tipologia di finanziamento sul totale dei prestiti personali è più alta in Toscana e in Friuli Venezia Giulia (per entrambe siamo oltre il 6%),e più bassa in Campania e Puglia dove la percentuale si assesta attorno al 2%.
Al dentista si rinuncia, per la chirurgia estetica si chiede il mutuo
Il 67% delle domande arriva dai dipendenti privati, ma quasi l’11% proviene dai pensionato. In generale, lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.500 euro. In generale, quando si parla di finanziamenti, circa il 75% delle richieste arrivano da uomini. Ma in questo caso è diverso: il 39% delle domande di prestito per le spese mediche provengono da donne.
"Questa tipologia di finanziamento è ormai alquanto comune anche nel nostro Paese perché quando è difficile garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate per sé e per la propria famiglia, dilazionare le spese nel tempo è una soluzione molto valida – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it –. Certamente migliore della rinuncia a controlli e interventi necessari".
 


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