Bullismo, 12enne si getta dalla finestra. Meluzzi: "Problema di civiltà profonda, riguarda le famiglie"

18 gennaio 2016 ore 15:33, Marta Moriconi
A Pordenone una 12enne si è gettata da finestra per colpa dei bulli scrivendo una lettera ai contenti "Sarete contenti". Il prof. Alessandro Meluzzi, criminologo oltre che psichiatra, analizza su IntelligoNews il dramma bullismo come effetto di una situazione che ha radici fuori dal bullismo. 

Professore, cosa la colpisce di questa tragica storia? 

"Il bullismo è una piaga e resta una piaga. Il problema è che rimarrà tale per molto tempo. Ci sono aspetti piuttosto fisiologici dell'età dell'adolescenza, come una certa incontrollata aggressività all'interno del gruppo, e una certa tendenza a formare leadership patologiche basate sulla sopraffazione dell'altro, ma queste situazioni non trovano oggi adeguati correttivi. Non è più adeguatamente messo in campo il rigore dell'insegnante in grado di controllare e modulare certi atteggiamenti e l'atteggiamento dei genitori oggi è iperprotettivo. I genitori del "bullizzato" dunque diventano dei silenziosi testimoni di una situazione dolorosa senza riuscire a introdurre misure di protezione adeguate". 

Quel "sarete contenti" interpella le coscienze dei bambini, che però sono bambini...

"Una frase molto dura che contiene un atto di accusa implacabile che però non so se troverà delle menti sufficientemente mature per interiorizzarle. Spero che troverà le orecchie mature dei genitori di quei ragazzi... Uno dei mali del nostro tempo è che i genitori tendono non solo ad assolvere i loro figli, mentre una volta li riempivano di sganassoni, diventando amici e sodali qualsiasi cosa facciano. E' una distorsione educativa e produce un clima pericoloso sul piano vittimologico. Quando si realizza una situazione come quella avvenuta dunque, trova spesso genitori dei bullizzanti che difendono i figli e insegnanti non sufficientemente autorevoli per difendere i bambini dai violenti". 

A proposito di piccoli, come intervenire ora con i mini-bulli?

"Non finiamo nelle banalizzazioni dello psicologo scolastico, della terapia di gruppo... Queste risposte cliniche lasciano il tempo che trovano. C'è un problema di civiltà profonda, che riguarda il funzionamento della famiglia. Vengono spesso da  famiglie disastrate o genitori separati che se li contendono a colpi di vischiosità, narcisismi, è un'altra delle espressioni tragiche dell'erosione del tessuto della famiglia: l'impossibilità di dire dei no. Di mettere dei limiti. C'è distrazione, assenza, l'incapacità di gestire i divieti. Poi va bene anche lo psicologo. Io ho scritto un libro su questo Bullismo e cyber-bullismo, ma tutto questo è la punta dell'iceberg di una crisi che ha le sue radici fuori dal bullismo, fuori dalla scuola. Investe il senso generale del funzionamento della società". 

La legge sul bullismo non basterà dunque...

"Bastassero le leggi penali a frenare i problemi. Servono a bloccare le frane sulle colline, gli incendi boschivi, ma poi a colpi di legge draconiane non si risolve altro...".
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