Brunetta-Santanchè: guerra dei Roses per lo scettro di Forza Italia 3.0

18 giugno 2013 ore 12:05, Lucia Bigozzi
Brunetta-Santanchè: guerra dei Roses per lo scettro di Forza Italia 3.0
Cosa c’è dietro la lite (perenne) tra due falchi berlusconiani come Renato Brunetta e Daniela Santanchè? I due, è risaputo, hanno un caratteraccio ma i battibecchi interni e la pax esterna dicono di un rapporto arrivato ai ferri corti, consumato sull’altare del nuovo Pdl. Anzi di Forza Italia 3.0. Ecco gli spifferi di Via dell’Umiltà a Intelligonews.
Lui l’accusa di voler fare da tappo a tutti quelli che si avvicinano, o provano a farlo, al Cav. Una sorta di ‘esclusiva’ politica a lungo tollerata, adesso considerata inaccettabile. Lei contro-replica accusando il presidente dei deputati di fare e disfare tutto da solo, un uomo solo al comando del gruppo, poco collaborativo e molto “fumantino”. Gli epiteti sussurrati nelle riunioni interne (al gruppo e al partito) sono solo la punta dell’iceberg.  “Sotto l’iceberg c’è la lotta per scalare i vertici del partito”, dice un’autorevole fonte pidiellina a Intelligonews. Già perché non è un mistero che il Cav. pensi, mediti, sogni, costruisca la creatura che sta coltivando da tempo, dal ‘che fai mi cacci’ di Fini alle dimissioni da Palazzo Chigi che aprirono la strada al governo del Prof. Monti. “Due galli in un pollaio non possono stare, è ovvio che si beccano”, dice l’esponente pidiellino convinto che il tutto si proietti sugli scenari futuri “neanche troppo lontani” ai quali nell’inner circus berlusconiano si sta lavorando sottotraccia: “Verdini docet”. “Per il momento non ci sono dossier o manifesti di quella che dovrebbe essere la nuova creatura, ma è chiaro che se ne sta parlando. E le voci che girano rivelano una corsa al posizionamento specialmente tra i falchi del partito e i forzisti della prima ora, tornati baldanzosi. Insomma, un portarsi avanti per non restare indietro”. Nello scacchiere dei posizionamenti, Brunetta e la Santanchè si ‘guerreggiano’ a suon di dichiarazioni più o meno dirette. Se lo schema sarà quella di un partito leggero, con coordinatori-manager selezionati sul piano delle capacità professionali (comprese quelle di far quadrare i conti in tempi di finanziamento pubblico decurtato) è facile ritenere che Daniela Santanchè aspiri a coordinare il pool di professionisti ‘chiamati’ da Berlusconi. Ma c’è anche chi non esclude che la sua sia una corsa alla leadership del partito, alias segreteria Alfano. Le stoccate della pasionaria al segretario, del resto, non sono una novità. Secondo gli spifferi di Intelligonews, Brunetta non vuol essere da meno della partita. Dopo l’uscita di scena di Tremonti, è lui il deus ex machina delle politiche economiche del partito, quello che detta la linea in Aula, quello del via l’Imu e giù l’Iva o morte. L’avanguardia più sicura del Cav. in versione barricadera (di lotta) quando vuole mandare messaggi al governo delle larghe intese. Il contraltare in versione dialogante è lo stesso Berlusconi a farlo, come si è visto chiaramente ieri sul decreto del Fare di Letta e sul sostegno leale e convinto del Pdl. Ruoli e parti diversificati, dosati con astuzia a seconda del momento e della posta da mettere sul piatto delle trattative. Brunetta e la Santanchè sono i “protagonisti” di un’operazione che per ora non si vede ma c’è. E ciascuno, in questa corsa, vuole guadagnare un metro in più dell’altro.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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