Dietro ai mostri il demonio. Riabilitiamo il suo ruolo nella storia dell'uomo

18 giugno 2014 ore 9:40, Americo Mascarucci
Dietro ai mostri il demonio. Riabilitiamo il suo ruolo nella storia dell'uomo
Lo chiamiamo Satana, a volte Lucifero, altre volte Belzebù ma alla fine il diavolo è uno, è sempre l’angelo creato e prediletto da Dio che osò ribellarsi al padre diventando l’anti-bene per antonomasia, il male in assoluto
. Un articolo di Avvenire evidenziava che, di fronte a vicende orribili come quelle che si sono viste nelle ultime ore (vedi l’uomo che ha barbaramente assassinato la moglie e i suoi due figlioletti), appaia evidente come il fiato del demonio aleggi su ognuno di noi pronto ad offuscarci la mente e a farci perdere la conoscenza del bene e del male. Per troppo tempo il diavolo è stato dipinto come un personaggio fiabesco, il cattivo della storia, ed è stato spesso utilizzato per spaventare i bambini troppo vivaci: “Attento, che se sei cattivo arriva il diavoletto e ti porta all’inferno”: Quante volte questa frase l’abbiamo sentita ripetere da piccoli dai nostri genitori o dai nostri nonni. Purtroppo il diavolo non è affatto un personaggio delle favole al pari del lupo di cappuccetto rosso, ma esiste e vive quotidianamente in mezzo a noi. E’ quell’essere che ci spinge a seguire il male, che ha tentato di corrompere Gesù nel deserto, che ha perseguitato grandi figure di santi come San Francesco, Padre Pio, Madre Speranza di Gesù, la suora di Collevalenza missionaria della misericordia divina, beatificata da papa Francesco due settimane fa. E’ l’essere maligno evocato da tutti i papi del novecento, da Leone XIII che diceva di vederlo spesso, a Pio XII che lo intravedeva nel volto di Adolf Hitler, da Paolo VI che denunciò le disastrose conseguenze del suo fumo malefico, a Giovanni Paolo II che durante l’intero suo pontificato ci ha più volte ripetuto quanto il diavolo sia astuto, abile e perfettamente diabolico e conosca alla perfezione come corrompere il mondo colpendolo nel ventre molle delle sue debolezze. Monsignor Corrado Balducci ha speso l’intera sua esistenza a studiare il demonio e a mettere in guardia gli uomini dalle sue insidie. Ci ha anche insegnato a saper riconoscere le possessioni diaboliche e a diffidare dei santoni, dei finti esorcisti che con la pretesa di combattere il diavolo, finiscono invece per fare il suo gioco. Il diavolo esiste dunque, e dietro gesti sconsiderati quanto orrendi come lo sterminio di un’intera famiglia ad opera di colui che ne dovrebbe essere il capo, il principale protettore, c’è sicuramente il suo contributo. Come c’è in tutte le azioni che generano conflitti, guerre, sofferenze, atrocità. Il demonio è l’altra faccia della medaglia, è l’anti-Dio che spinge gli uomini all’autodistruzione, a distruggere con le loro stesse mani quel mondo che Dio ha creato. Una volta fu chiesto proprio a monsignor Balducci  per quale motivo Dio, pur essendo più potente del male, permetteva al diavolo di esistere,  non lo avesse schiacciato quando aveva osato ribellarsi a lui. La risposta fu la seguente: “Dio non distrugge mai ciò che crea e anche Lucifero è una sua creatura. Dio è padre buono che lascia liberi gli uomini di scegliere la strada del bene e del male, avendo concesso loro il potere di saperli distinguere”.  La straordinaria opera di Satana si evidenzia chiaramente nel momento stesso in cui l’uomo perde la capacità di discernimento, non è cioè più in condizione di saper comprendere ciò che è bene e ciò che è male. In quel momento si riesce davvero a capire quanto il diavolo esista davvero e operi quotidianamente intorno a noi, con l’astuzia e l’abilità di un sublime tentatore. Fra le cause che stanno creando nella società odierna nuovi “mostri” in quantità industriale, pronti a macchiarsi delle peggiori nefandezze, c’è sicuramente anche la non comprensione dell’esistenza del diavolo e la completa sottovalutazione dei suoi poteri. L’aver ridotto il diavolo ad un personaggio di fantasia e l’inferno ad un luogo puramente leggendario, ha contribuito a normalizzare il male, fino a far ritenere all’uomo di poter agire indistintamente in un modo o nell’altro senza alcun timore di commettere il male. E’ oggi ormai evidente come le leggi dello Stato e i vari codici non siano da soli sufficienti a prevenire e scongiurare l’illecito, se non torna a maturare anche una piena concezione del male. In poche parole è arrivato il momento di “riabilitare” il diavolo e prendere piena coscienza della sua capacità di distruggere l’umanità servendosi degli uomini, delle loro debolezze e della loro incapacità di controllare e selezionare adeguatamente le pulsioni del proprio egoistico io.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]