LISSI E BOSSETTI SONO DUE NAZI-BUONISTI. Un libro per capirli OGGI a IntelligoNews

18 giugno 2014 ore 14:46, Fabio Torriero
LISSI E BOSSETTI SONO DUE NAZI-BUONISTI. Un libro per capirli OGGI a IntelligoNews
NON MOSTRI, MA FIGLI DELLE PULSIONI DELL’IO
Carlo Lissi e Massimo Giuseppe Bossetti: il primo ha ucciso moglie e figli, solo perché pare volesse vivere una vita alternativa, la vecchia famiglia gli dava fastidio e quindi, andava rimossa, eliminata. Il secondo (sposato e con figli), grazie al dna molto probabilmente, è stato arrestato con l'accusa di essere l'assassino di Yara. Ma ora, per carità, non chiamateli mostri, nemmeno schifezze d’uomini, nemmeno il simbolo del maschio in crisi, fragile, di fronte all’indipendenza delle donne (il neo-freudismo ci ha rotto le palle). Non sono altro da noi, delle schegge impazzite, dei folli, dei pervertiti, schizofrenici, dei deviati. Sono i perfetti cittadini della nostra società. Il parto naturale e inesorabile della nostra cultura soggettivista, materialista e libertaria. Uomini che “asfaltano” tutto ciò che si oppone loro, e dopo aver consumato le loro follie egotiche, tornano alla vita di sempre con agghiacciante semplicità e magari postano su facebook fotografie di cani e bambini che sorridono, e riprendono il loro lavoro con malata normalità. Ecco il punto, la normalità malata. Sto parlando della società delle pulsioni dell’io. Dove, da tempo, i vizi sono diritti, che magari devono essere certificati legislativamente; dove esiste soltanto l’ego ipertrofico da soddisfare; dove l’esterno è il male e pertanto, il luogo da razziare; dove il bene e il male sono la stessa cosa (relativismo, nichilismo); dove le persone, anche le più care, sono cose, oggetti, da usare e buttare (famiglia compresa, dove non ci sono “no” (che aiutano a crescere), dove la libertà, ormai senza limiti (senza autorità, regole, responsabilità, doveri), è l’unico idolo (è l’ultima fase, l’eutanasia, l’ultimo gradino della società liberale). Una società che ha perso il senso dell’alterità, della relazione, del noi (la solidarietà, l’amore, il dono). E, infatti, è una società che implode, muore. E lo stiamo vedendo ogni giorno: basta osservare il tasso di devianza collettiva, giovanile e non, il peggioramento, l’imbarbarimento progressivo che si vive e respira nelle nostre strade e nelle nostre città. Basta entrare nelle nostre case, sollevare la polvere del comfort privato e delle forme ipocrite. Le ragioni? L’incontro tra il familismo amorale (la tipica anomalia italiana), il retaggio del ’68, il berlusconismo culturale e i social. E’ il “nazismo democratico” dei vari Carlo Lissi e Giuseppe Bosetti, che vivono e uccidono da barbari (s’è visto nei fatti), ma che se li fai parlare ragionano (come ragionano i nostri barbari metropolitani col telefonino), da progressisti, da democratici, da individualisti. Guai a toccare loro diritti e libertà. Guai a dire loro cosa devono fare, sarebbe il ritorno allo Stato etico o confessionale. Domani il mio libro (“Nazibuonisti”, edizioni Koiné) approfondirà il tema con risposte sorprendenti. Vi aspetto il 18 giugno a Roma, alle 18,00, presso il roof garden di IntelligoNews, via Poli 3. Interverranno anche l’intellettuale Marcello Veneziani, Bobo Craxi, il criminologo Francesco Bruno e il giornalista del tg1 Angelo Polimeno.
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