Ungheria, Cacciari: "Il muro anti-migranti è colpa della Ue. Supercattolici alla Franco"

18 giugno 2015, Adriano Scianca
Ungheria, Cacciari: 'Il muro anti-migranti è colpa della Ue. Supercattolici alla Franco'
Fa discutere la costruzione, da parte del governo ungherese, di un muro alto 4 metri e lungo 175 chilometri contro l'afflusso di immigrati nel Paese. "Non c'è una politica comune, quindi ognuno si regola come può", commenta il filosofo Massimo Cacciari. Che, intervistato da IntelligoNews, aggiunge: "È una cosa che non ha alcun senso: prima o poi passeranno lo stesso..."

Cacciari, ha visto la notizia del muro anti-immigrati in Ungheria? Cosa ne pensa? 

«È inevitabile che sia così, non c'è una politica comune, quindi ognuno si regola come può. L'Ungheria, poi! Il Paese europeo in cui c'è maggior rischio di una deriva autoritaria di destra... È chiaro, comunque, che in assenza di una politica comune ognuno fa da sé a seconda dei governi. La scelta ungherese è una tragedia, ma questi problemi epocali non possono essere affrontati dai singoli stati». 

Il governo ungherese si ritiene supercattolico. Il Papa, tuttavia, dà indicazioni del tutto opposte. Chi ha ragione? 

«Il Papa, ovviamente. Ma il Papa è un'autorità morale, non politica. E chi ha mai ascoltato le autorità morali? Forse nel Medioevo, un'epoca in cui comunque il Papa era anche una autorità politica. Quanto agli ungheresi, certo che si dicono supercattolici. Come i fascisti greci. Come Salazar. Come Franco». 

Ma secondo lei non è mai legittimo alzare un muro? 

«Cosa vuol dire legittimo? Legittimo è quel che un governo fa, dal punto di vista del diritto positivo. I cinesi hanno alzato muri. I romani hanno alzati muri in Scozia. È sempre successo, purtroppo...». 

Allora mettiamola in un altro modo: è sempre contrario al senso della storia oppure ci sono circostanze in cui oggi può essere sensato alzare anche dei muri? 

«Bisogna vedere che effetto ha sulla realtà. Di fronte a questo cataclisma non ha alcun senso. Ci sono tali dislivelli nel mondo che è come per i vasi comunicanti: più o meno velocemente, più o meno lentamente, alla fine il liquido passa da una parte all'altra. Quindi reagire a questo fenomeno alzando un muro è antistorico, ma è anche realisticamente concepibile finché non ci sarà una politica comune europea».
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