Alfano "smantella" i campi rom, si Salvinizza per ri-Berlusconizzarsi

18 giugno 2015, Americo Mascarucci
Alfano 'smantella' i campi rom, si Salvinizza per ri-Berlusconizzarsi
Sarà forse il profumo della riscossa seguito ai risultati delle recenti elezioni regionali ed amministrative, sarà forse la convinzione di non poter morire di troppo moderatismo, sarà che Forza Italia si è riscoperta filo-leghista, sarà tutto quello che volete, ma certo è che la sortita del ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla necessità di sgomberare i campi rom ha lasciato molti di stucco. 

Ma come, proprio Alfano che fino ad oggi ha sempre messo in evidenza il suo anti-leghismo alla Salvini fino a lanciare aut aut ben precisi a Berlusconi del tipo “o noi o il Carroccio” si mette oggi a fare le crociate contro i rom? Forza Italia negli ultimi giorni la scelta sembra averla fatta. 

Al di là delle dichiarazioni di Berlusconi circa la necessità di ricostituire il fronte dei moderati per battere Renzi alle prossime elezioni politiche senza escludere nessuno ma unendo il più possibile, gli azzurri hanno sposato le posizioni della Lega in tema di immigrazione e sicurezza, spiazzando forse un Nuovo centrodestra convinto che, al contrario, dopo le elezioni i rapporti fra l’ex Cavaliere e Salvini si sarebbero fatti ancora più tesi. 

Alfano sa perfettamente che il suo elettorato guarda con molto sfavore all’alleanza con il Partito Democratico ed in maggioranza è favorevole al ritorno nell’alveo del centrodestra. Sa però altrettanto perfettamente che Forza Italia non può rinunciare all’alleanza con il Carroccio e che, se messa alle strette, fra Alfano e Salvini si troverebbe obbligata a scegliere quest’ultimo.  Non si tratta di questioni di simpatia o di antipatia personale ma di mera convenienza politica legata alla forza dei numeri, cioè dei voti. Salvini tuttavia continua a chiudere le porte a qualsiasi possibile intesa con l’Ncd accusando Alfano di essere il principale responsabile di quella che i leghisti considerano l’invasione degli immigrati. 

A questo punto Alfano si trova di fronte due alternative altrettanto impervie: riconfermare l’alleanza con il Pd renziano trasformando una collaborazione di governo puramente istituzionale in un accordo politico vero e proprio rischiando però di perdersi per strada tre quarti dell’elettorato, oppure tornare nel centrodestra dove Berlusconi, pur di vincere le prossime elezioni politiche, è pronto a riaccogliere tutti i figli prodighi che lo hanno abbandonato per le poltrone di governo. 

Berlusconi sì, ma Salvini no a patto che, come ribadito più volte dal leader leghista, Alfano non si dimetta dal Governo e l’Ncd interrompa subito la collaborazione con Renzi passando all’opposizione. Ma come convincere i propri ministri, vedi ad esempio Beatrice Lorenzin la più filo renziana degli alfaniani, a mollare tutto per tornare con Berlusconi? 

Uscire dal Governo al momento è impossibile per l’Ncd, ma di fronte alla svolta leghista degli azzurri con in testa il neo governatore della Liguria Giovanni Toti pronto alle barricate per bloccare l’arrivo di nuovi profughi, Alfano ha deciso di non restare troppo indietro, forse consapevole che in questo momento il moderatismo paga poco o niente in termini elettorali. E così in un incontro con i sindaci ha annunciato l’intenzione di sgomberare i campi rom, convinto di quanto la presenza degli zingari (accidenti ora ci beccheremo la scomunica dei soloni del politicamente corretto) dia fastidio ai cittadini. 

Moderato sì, fesso no sembra aver ragionato il ministro dell’Interno che per altro è sempre più alle prese con un Pd che ogni volta che ne ha l’occasione sembra dimenticarsi della solidarietà fra alleati; dopo aver costretto i ministri De Girolamo e Lupi a dimettersi sulla base di indiscrezioni giornalistiche e senza che entrambi fossero indagati pur tirati in ballo nell’ambito di inchieste giudiziarie, ora quelli del Pd sono pronti a sbattere in galera, pardon agli arresti domiciliari, il senatore Azzollini presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama annunciando il sì alle manette ancora prima di leggere le carte. 

Un atteggiamento di ostilità che ha fatto storcere la bocca a parecchi amministratori locali del partito per i quali è assurdo continuare a tenere in vita un governo in cui l’Ncd è sempre più considerato una sorta di “parente povero” o peggio un ospite indesiderato e mal tollerato che come il pesce puzza. Dunque che fare? La prospettiva di un riavvicinamento al centrodestra sembra apparire quasi inevitabile ma lo scoglio Salvini non è facile da superare. E allora per il momento si parte con i rom e poi chissà che non si arrivi pure a sposare le tesi della Lega sul tema dell’immigrazione. Ma forse quando arriverà quel momento Alfano potrebbe non essere già più al Viminale. 

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