Lega a Congresso sempre più ‘salvinizzata’: l'argine Maroni e lo stile Bossi

18 giugno 2015, intelligo
Lega a Congresso sempre più ‘salvinizzata’: l'argine Maroni e lo stile Bossi
La Lega che va al congresso è una Lega sempre più “salvinizzata”. Sabato a Milano (a porte chiuse) il giorno prima della convention sul “sacro prato” di Pontida, il movimento ieri di Bossi oggi del Matteo-ruspista, compirà un altro passo verso l’identificazione con il leader che ha portato la Lega dal 3 al 16 per cento nel giro di due anni. 

Poche le chance per chi come Maroni - secondo gli spifferi di Intelligonews - tenta di arginare il ‘salvinismo’. Ma il congresso sarà anche l’occasione per ridimensionare anche i “poteri” residui di Umberto Bossi. Nell’ultimo congresso federale, al Senatur era stata affidata la presidenza del Comitato di Disciplina e di Garanzia che “rappresenta l’organo di ultimo e insindacabile appello rispetto ai provvedimenti disciplinari”. In sostanza era Bossi ad avere l’ultima parola sui casi dei militanti da sanzionare o espellere dal movimento. 

Ma il nuovo statuto che sabato dovrà essere approvato, prevede che le deleghe alla voce “espulsioni” dovrebbero andare e restare saldamente nelle mani del segretario. Eppure c'è un paradosso: se si guarda dal solo punto di vista della leadership, quello che oggi è Salvini per i leghisti ieri era Bossi, cioè una sorta di 'padre-padrone'. Alla fine: dove sta la differenza? 

Bossi resterà presidente della Lega, ma di fatto senza più margini di manovra decisionali. E’ una delle novità che segnano ancora di più il solco tra il passato e il presente della Lega alla quale Salvini – tra felpe e ruspe – sta cambiando sempre più il look cercando di dettare l’agenda non solo ai leghisti ma a tutto il centrodestra.

LuBi

autore / intelligo
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