Chiudere i campi, la rom Dijana Pavlovic: "No, superarli. E il progetto si fa con noi"

18 giugno 2015, Marta Moriconi
"Occorre smantellare i campi Rom": scrive il ministro dell'Interno Angelino Alfano in un tweet dopo la riunione con i sindaci al Viminale. In un altro cinguettio, il ministro degli Interni aggiunge: "Accordo con i sindaci sui campi Rom. Andiamo avanti! #lagiustadirezione". Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Lo abbiamo chiesto a Dijana Pavlovic, paladina della cultura rom, mediatrice culturale e responsabile nazionale dei programmi europei Rom Act e Rom Med.

Chiudere i campi, la rom Dijana Pavlovic: 'No, superarli. E il progetto si fa con noi'
Da rom come risponde al tweet del Ministro dell'Interno? 

"I campi nomadi non li abbiamo inventati noi oggi, ma le istituzioni per noi. Io sono d'accordo, superiamo i campi nomadi. Devono essere superati più che smantellati perché i rom escono spontaneamente dai campi, perché si sono inseriti, perché ormai sanno dove andare e non rimangono lì. Se non fosse così, caro Alfano, neanche potrebbero essere smantellati. Qui in Italia, soprattutto a Roma, esistono quattro categorie di persone: profughi, rifugiati politici, poi abbiamo gli apolidi e gli apolidi di fatto".

Chi sarebbero questi apolidi di fatto? 

"Si stima che siano 20.000 in Italia quelli che non esistono, siamo la terza generazione di persone che non hanno identità. Molti di noi arrivano dalla ex la Jugoslavia come profughi, ma non sono stati riconosciuti come profughi e ora, cancellati dal loro Paese, non esistono più per nessuno da quasi 20 anni. Queste persone hanno fatto dei figli che hanno fatto dei figli, vivono normalmente per quanto in un campo si può vivere normalmente, poi quando compiono 18 anni spariscono, non possono neanche avere la patente".

Chi deve intervenire?

"Il Consiglio d'Europa, l'Unione Europa insistono sempre perché l'Italia faccia qualcosa. Ma la questione è marcita. I campi devono essere superati, ma devono essere messi in condizioni i rom di superarli da soli".

Fassino però, presidente Anci, dice di superare i campi rom per soluzioni abitative civili. Va bene così? 

Chiudere i campi, la rom Dijana Pavlovic: 'No, superarli. E il progetto si fa con noi'
"Io sono terrorizzata, perché tutti fanno conferenze stampa per superare i campi. Senza entrare nel merito delle proposte, dico che quelle persone che dicono di superare i campi sono quelle che ci hanno messo nei campi. Parlano poi di soluzioni non realistiche, nessuno parla con noi e questo non va bene. Tutti sanno qual è la ricetta ma nessuno si confronta con i diretti interessati. Comunque, soluzioni abitative civili è una proposta meravigliosa, ma quali sono? Noi domani sera abbiamo l'incontro con tre architetti che si sono occupati delle varie proposte. Abbiamo una nostra cultura una nostra storia, abbiamo etnie diverse però, abbiamo bisogno di proposte diverse. Abbiamo bisogno che se ne occupino persone che ci conoscono, insieme a noi".

Bisogna trovare una soluzione insieme insomma...

"Progettare insieme significa responsabilizzare le persone che diventano parte del progetto. Ci sono proposte low cost e molto belle. Quando non si parla con rom e sinti c'è Mafia capitale".

Le soluzioni di accoglienza, sempre accennate oggi, la convincono? 

"A Milano stanno spendendo 4 milioni di euro per centri di accoglienza. La cosa non funziona. Gli inserimenti lavorativi, che sono quelli che contano, sono stati 9. Certo, non c'è l'aspetto criminale di Mafia Capitale. Lì li metti e via, dopo un anno non hai soldi per gestirli, e loro di nuovo rifanno le baracche. Sforzarsi un po' di più dunque e per favore". 

Sforzarsi ma da entrambe le parti, no? 

"Noi siamo a disposizione, siamo tutti disponibili a ragionare, sia noi che costituiamo la loro rappresentanza sia le comunità a cui non piace stare nelle condizioni in cui stanno. Pretendiamo il dialogo e di essere responsabilizzati".






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