Migranti, Fusaro: "Ci sono muri e muri... Disuguaglianze? Legittimate dalla Ue"

18 giugno 2015, Andrea De Angelis
Ponti o muri? Questa la domanda che IntelligoNews ha posto al filosofo Diego Fusaro partendo dalle parole di ieri pronunciate da Papa Francesco, dalla risposta (prevedibile) di Salvini, per arrivare alle dichiarazioni di Grasso e Bonino e con un riferimento anche alla Francia di quasi trent'anni fa...
Migranti, Fusaro: 'Ci sono muri e muri... Disuguaglianze? Legittimate dalla Ue'
Il Papa lancia un monito sui migranti e i politici italiani si dividono come si evince dalle parole di Salvini e Grasso. Lei cosa sceglie, ammesso che sia possibile farlo, tra ponti e muri?

«La via è contestualizzare le cose, non c'è una risposta assoluta. Ad esempio la caduta del muro di Berlino è stata una grande tragedia storica, così come il tentativo dei persiani con Serse di costruire un ponte per fare la guerra ai greci non è stata una cosa positiva. Insomma, è facile smentire chi fa l'elogio del ponte o del muro». 

Non bisogna cadere in posizioni assolute?

«Esatto, non bisogna essere come Salvini o viceversa come chi dice che bisogna abbattere i muri e fare i ponti». 

Muro è sinonimo di chiusura, ma anche di salvaguardia dell'identità?

«Occorre capire cosa intendiamo per muro. Se diventa una forma di resistenza rispetto ad un'invasione di un nemico diventa qualcosa di positivo. La questione non è assoluta: ci sono momenti storici in cui i muri servono ed altri in cui è bene superarli. Elogiarli o rifiutarli in modo unilaterale è sciocco, superficiale».

L'annuncio dell'Ungheria ha fatto storcere il naso a mezza Europa, ma in realtà un muro c'è già a Calais, in Francia...

«Il caso della Francia è emblematico e prova che l'Unione Europea non esiste, ad esserci è solo la Banca Centrale. Non c'è nessuna solidarietà dei popoli, l'Europa è solo una banca». 

Ieri Emma Bonino ha detto che con i muri muore l'Europa. 

«L'Europa non è mai nata! Sarebbe nata se vi fosse una politica, una fratellanza, un'uguaglianza tra i popoli. Oggi ci sono invece disuguaglianze legittimate dall'economia». 

Nel 1989 il governo francese affermava che il Paese non era in grado di accogliere tutta la miseria del mondo...

«Dopo aver fatto guerre imperialistiche e colonialistiche, basta vedere l'Algeria, i francesi dovrebbero vergognarsi! Se fossero coerenti se ne starebbero a casa loro anziché invadere, come di recente, la Libia. Sono loro i responsabili di queste ondate di donne e uomini disperati e in fuga verso l'Europa».



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