Emergenza migranti, Cardini : “Di fronte ai pidocchi europei bisognerebbe rivalutare il cancelliere Hitler”

18 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Emergenza migranti, Cardini : “Di fronte ai pidocchi europei bisognerebbe rivalutare il cancelliere Hitler”
“Di fronte ai pidocchi bisognerebbe rivalutare il cancelliere Hitler…”. Lo storico Franco Cardini usa una immagine estrema, volutamente provocatoria, per definire chi alza i muri invece di costruire ponti. Lui sta col Papa e nella conversazione con Intelligonews spiega perché, non senza un durissimo j’accuse alla Francia e consigli pratici al “mio amico Renzi…”. 

Disordine migranti: c’è chi lancia ponti, chi alza muri, chi non vuole far salire migranti sui bus per paura delle malattie e chi come l’assessore leghista Faggion ospita a casa sua 15 profughi e per questo rischia l’espulsione dal partito e l’incarico in giunta. Qual è il messaggio?

«Il messaggio è che io credo si debba rivalutare il cancelliere Hitler, per varie ragioni. Anzitutto perché faceva le cose in grande; i grandi criminali non dico che meritino rispetto ma insomma per il fatto che fanno le cose in grande, alla fine una certa considerazione da parte dell’umanità la riceveranno…».

Sta scherzando?

«Sant’Agostino diceva giustamente: se ammazzi una persona vai in galera, se ne ammazzi centomila ti fanno un monumento a cavallo. Il cancelliere Hitler non era come questi piccoli pidocchi di oggi; aveva anche visto con grande lucidità il vero fondo della cosiddetta civiltà cristiana ed europea perché fino a quando si chiacchiera di far fare le cose agli altri o fino a quando i problemi sono lontani, allora sono tutti generosi e solidali. Quando poi il problema arriva a sfiorare la porta di casa, costoro si rivelano degli autentici pidocchi. Quando un grande partito si permette di buttare fuori da un posto di un certo livello una signora che oltretutto non ha chiesto una lira a nessuno e con le sue risorse ci fa quello che vuole; quando si perdono questi parametri di fondo, allora bisogna avere almeno il coraggio di dire che una certa ammirazione va al cancelliere Hitler che almeno faceva le cose in grande e diceva di essere quello che era; mentre questi ci hanno raccontato di essere quello che non erano. Bisogna essere riconoscenti agli immigrati perché in questo modo ci hanno fatto capire come è fatta la maggiorparte dei nostri concittadini: io che sono anziano lo sapevo già, ma può essere utile per i più giovani»

Lei da che parte sta? Sta col ponte del Papa o col muro di Francia e Ungheria?

«Io sto col ponte del Papa per due motivi. Primo: sono cattolico; mi rendo conto che anche i cattolici hanno diritto alla loro piccola aiuola di egoismo, ma siccome per il momento la situazione non è ancora a livelli tali da obbligarci ad essere preoccupati, quelli che seminano il panico riescono solo a peggiorare le cose. Io sto col Papa dal punto di vista morale e religioso. Secondo: sto col Papa anche perché è mezzo secolo che studio la storia ed è mezzo secolo che so che tirare su muri e chiudere porte non è mai servito a un accidente. Quando si chiudono le frontiere aumenta il traffico illegale, aumenta la delinquenza, si incentiva il terrorismo e poi accade che europei che hanno una loro confusione mentale, magari si convertono all’Islam terroristico. Del resto è già successo: vorrei ricordare che l’11 settembre 2001 e il 7 gennaio 2015 non lo hanno fatto musulmani venuti dal fondo del deserto, ma gente che stava tra noi, aveva la nostra cultura, il nostro modo di vivere e stavano dentro le nostre frontiere. Le porte devono restare aperte organizzando bene i flussi».

Faccia un esempio concreto.

«Non è vero che in Italia non c’è lavoro. Non c’è quello che gli italiani e i giovani vogliono fare. Allora mi domando: perché non si instaura o restaura il vecchio visto per la richiesta di lavoro? Il risultato è semplice: migranti arriverebbero normalmente con un areo che costerebbe loro un terzo del barcone, non verrebbero ammazzati, poi si metterebbero in fila e per tre mesi farebbero lavori di pubblica utilità al termine dei quali, se ti sei comportato bene resti e entri nelle liste di collocamento; se invece ti sei comportato male te ne torni al tuo paesello. Chiudere le porte significa fare la politica dello struzzo che è l’esatto contrario dell’altra cazzata, ovvero il buonismo di chi dice facciamoli entrare tutti senza controlli. In questo momento mi pare che la gente abbia perso la testa e dico grazie al Papa che essendo nipote di emigranti, sa cosa vuol dire chiedere un po’ di pane»

Lei conosce bene la Francia. Il socialista Hollande che alza il muro a Ventimiglia cosa le dice?

«Da un “anopluro” come Hollande che è andato dietro a quell’altro “anopluro” di Sarkozy sostenendo i fondamentalisti musulmani per buttare giù prima Gheddafi in Libia e poi tentare di fare altrettanto con la Siria, dimostrando di voltare bandiera perché fino a poco tempo prima con Gheddafi e Assad ci andavano a nozze c’era da aspettarsi anche questo. La grande paura di Hollande è di essere superato da un centrodestra in cui fra l’altro in questo momento, con Sarkozy che ha fatto i repubblicani e la Le Pen con il Front National impegnati i una corsa a chi cade più in basso. Anche se va detto che cade sempre più in basso chi parte da posizioni più in alto. Dal punto di vista umanitario ci si aspetta che un socialista sia migliore di uno del FN, ma Hollande è venuto meno a tutti i suoi principi. L’Internazionale Socialista se fosse ancora quella cosa abbastanza seria che era, lo prenderebbe a calci nel sedere»

Cosa consiglierebbe al suo amico Renzi?

«Consiglierei di tenere una posizione molto dura e ferma con l’Ue ma anche con la Nato perché non dimentichiamo che la Nato sta “occupando” molti Paesi europei fra i quali il nostro e quando ci sono problemi di questa portata si chiude nei suoi bei campi militari e non fa nulla. L’Ue ci lascia da soli e davanti allo spettacolo immondo di Francia e Ungheria al mio caro amico Renzi ricorderei che non siamo nel G8, siamo una grande potenza industriale; non siamo la Francia o la Serbia. Ma se noi uscissimo dall’Ue, dalla Nato, questi signori se ne accorgerebbero. Certo, poi magari ci aspetterebbe un momento duro e vedremo quello che sapremo fare e quanto varrà la cosiddetta società civile. Se noi usciamo dall’Ue, l’Europa frana e frana l’euro e allora i nostri padroni banchieri tedeschi ci penserebbero due volte… Renzi ha dimostrato di essere un bravo politico, un tattico, un bravo organizzatore delle dinamiche tra i partiti, ma adesso deve tirare fuori le unghie e la grinta che, conoscendolo so che ha. E lo deve fare su politica estera ed economica, due ambiti nei quali finora non ha dato grande prova di sé»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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