Sanità troppo privata, 11mln di italiani devono dire "no"

18 giugno 2016 ore 16:25, Micaela Del Monte
Aumenta la spesa sanitaria privata. E' quanto riferisce la ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentata a Roma al VI 'Welfare Day' che mette in evidenza come gli italiani che possono permetterselo ricorrano sempre di più alle cure private e sempre meno a quelle pubbliche. Il boom della spesa sanitaria privata nel 2015 sale a 34,5 miliardi di euro - rivela la ricerca Censis -con un aumento reale di +3,2% rispetto al 2013, praticamente il doppio della spesa totale per consumi.

Si assiste, così, a una rinuncia a curarsi da parte di un cospicuo numero di cittadini italiani che il Censis ha quantificato inoltre 11 milioni, con un incremento del fenomeno di 2 milioni dal 2012, totale che è rappresentato per un quarto da cittadini anziani. Il 57,1% degli italiani pensa che chi può permettersi una polizza sanitaria o lavora in un settore in cui è disponibile la sanità integrativa dovrebbe stipularla e aderire. Sono aumentati anche i ticket pagati dagli italiani: il 45,4% infatti ha pagato tariffe nel privato simili a quelle del pubblico.

In merito al calo delle spese sanitarie, il ministro della salute Lorenzin ha affermato che il sistema sanitario deve fare i conti con la grave crisi economica che le famiglie stanno vivendo, aggiungendo che l'indagine Censis conferma la necessità di difendere l'aumento previsto del fondo sanitario per il biennio 2017-18. L'altra faccia della medaglia (sicuramente un po' contraddittoria, ma facilmente spiegabile), è che si preferisce sempre di più rivolgersi a strutture private: prima di tutto perché il costo del ticket sanitario è aumentato al punto da superare quello delle prestazioni private (con la differenza che in questo caso c'è maggiore flessibilità nella scelta di orari e giorni), e dall'altro lato a causa dell'allungamento delle liste d'attesa. Vi operano oltre 500 enti, che gestiscono annualmente circa 4 miliardi di euro di risorse su 30 miliardi di spesa sanitaria privata, relativa a più di 6 milioni di iscritti e 10 milioni di assistiti.

Successivamente è stato presentato il Report annuale di RBM Salute sullo stato della Sanità Integrativa in Italia intitolato "Un Secondo Pilastro in Sanità: Sostenibilità S.S.N., benchmark europeo e nazionale per accesso alle prestazioni, multicanalità ed alleanza pubblico-privato". C'è poi il problema della "qualità": per il 45 percento degli italiani la qualità del servizio sanitario della propria regione è peggiorata negli ultimi due anni, per il 41,4 percento è rimasta inalterata e solo per il 13,5 percento è migliorata.

Sono undici milioni gli italiani che quest'anno hanno rinunciato alle cure. Tuttavia, il 51,3% degli italiani si dichiara contrario a sanzionare i medici che le hanno prescritte.

Il decreto sull'appropriatezza, si legge, "incontra l'ostilità dei cittadini, che sostengono la piena autonomia decisionale del medico nello stabilire le terapie, anche come baluardo contro i tagli nel sistema pubblico".
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