Napolitano blinda il governo: ecco il messaggio... ai politici

18 luglio 2013 ore 12:43, intelligo
Napolitano blinda il governo: ecco il messaggio... ai politici
di Andrea De Angelis Si è appena conclusa la tradizionale cerimonia del Ventaglio, attesissima dalla stampa per conoscere la posizione della massima carica dello Stato sulle recenti vicende politiche italiane. Dopo aver sottolineato l’importanza dello stimolo quotidiano che la stampa parlamentare ha per le istituzioni, compresa la Presidenza della Repubblica, il Presidente Napolitano ha subito concentrato la sua attenzione verso quello che ritiene essere stato “un periodo tra i più intensi e inquieti della storia repubblicana”, che ha presentato “rischi di paralisi della vita pubblica senza precedenti”. Continua Napolitano: “Quello che deve avere il primo posto nella nostra attenzione è la criticità delle condizioni economiche e sociali del Paese, e la serietà delle incognite con cui ci confrontiamo”. Ed ammette che: “la crisi finanziaria e la recessione hanno fatto regredire il livello di vita di vari strati della nostra società”. Napolitano guarda poi alla primavera appena passata: “Nell’aprile scorso dovevamo dare al Paese un governo per non lasciarlo scivolare verso convulsioni destabilizzanti, verso l’impotenza di aver voce in Europa”, voce che invece “si è fatta sentire con riconoscimenti ed apprezzamenti per la capacità mostrata in sede internazionale”. Si domanda dunque il Presidente, alludendo alle recenti tensioni politiche: “Si può mettere a repentaglio la continuità di questo Governo, senza offrire pesanti ragioni ai più interessati critici del nostro Paese pronti a proclamare l’ingovernabilità dell’Italia?” perchè se così fosse “i contraccolpi sui mercati finanziari potrebbero risultare irrecuperabili”. Ci vuole dunque “una maggiore e non una minore coesione”. La ripresa economica è “ancora ardua”, deve esserci perciò “senso di urgenza e di determinazione da far valere anche nel contesto europeo”, visto che “l’economia è fiaccata nei fattori vitali”, ma è fondamentale “non perdere di vista i vincoli da osservare”, e cita a tal proposito Visco: “I sacrifici compiuti per conseguire la stabilità finanziaria rispondono a ritardi accumulati nel tempo”. Non dissipare i frutti dunque, ma investire sui risultati ottenuti. Il 2013 è destinato a concludersi con un calo del Pil dell’1,9%, ma Napolitano si mostra fiducioso, affidandosi in particolare “allo sblocco dei pagamenti dei debiti dello Stato alle imprese”. Poi le parole più attese, sulla tenuta del Governo Letta: “Si sgombri il terreno da sovrapposizioni improprie come quella delle vicende giudiziarie dell’Onorevole Berlusconi. Bisogna affidarsi senza pressioni alle pronunce della Cassazione. Qualsiasi appello rivolto ad abbassare i toni, ad abbandonare le posizioni urlate va preso sul serio”. Occorre sgombrare il campo , inoltre, da motivi di discredito “come quelli provocati dall’inaudita storia della precipitosa espulsione kazaka, dalla sua reticente e distorsiva interpretazione e da una inaccettabile pressione ed interferenza da parte di qualsiasi diplomatico straniero”. Aggiunge Napolitano: “Si tende a far franare equilibrio di governo che si giudica spurio prima ancora che inadeguato, per spingere il Paese verso quale sbocco? Tutti i propositivi alternativi possono essere legittimi, ma inviterei coloro che lavorano su ipotesi fumose ed arbitrarie a non contare su decisioni che spetterebbero al Presidente della Repubblica. Non ci si avventuri a creare vuoti, a staccare spine, sottovalutando le conseguenze politiche a cui sarebbe esposto il Paese”. Di fatto Napolitano blinda il governo. La conclusione è un riferimento tutt’altro che velato ai casi Kyenge e Carfagna: “Quando il linguaggio politico è senza freni, la società rischia il disfacimento”.
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