Il video della conferenza stampa di Giachetti (Pd): “Prima del 30 c’è il 29: via il Porcellum”

18 luglio 2013 ore 14:27, Fabio Torriero
    Roberto Giachetti, Mariotto Segni e Arturo Parisi. Montecitorio, conferenza stampa per rilanciare il “partito anti-Porcellum”. Con un messaggio chiaro al governo sulle riforme. A Intelligonews, Roberto Giachetti, deputato dem e vicepresidente della Camera, delinea i contorni di un’iniziativa che potrebbe bypassare i recinti e le resistenze degli attuali schieramenti. Al di là del 30 luglio c’è il 29 luglio: un’altra data quella del trio Giachetti-Segni-Parisi. Che vuol dire? «È il giorno in cui a dispetto delle dichiarazioni del Pd e del Pdl di fare le riforme a cominciare da quella elettorale, vedremo realmente se c’è una volontà precisa di realizzarle. Il 29 luglio proporrò una richiesta di procedura d’urgenza per velocizzare e unificare le proposte uguali relative alle riforme. In pratica stiamo parlando della cosiddetta norma di salvaguardia e si passerà, tecnicamente, dal Porcellum al Mattarellum». Lei preferisce questa via tecnica perché quella cultural-filosofica dei partiti ha solo avuto l’effetto di ritardare le riforme? «Se diamo la palla ai modelli astratti e ideali non si finisce più. Si finirà per parlare del ‘sesso degli angeli’. Io il 29 luglio mi presenterò anche con una lettera di sostegno parlamentare per dare forza all’iniziativa». Tutti dicono non bisogna tornare al voto con questa legge elettorale. Voi che volete cambiarla veramente non temete venga usato come alibi? «Sì, in effetti è un’argomentazione che viene usata. Non si può andare a votare con questo sistema elettorale per difendere il governo e non veramente per fare la riforma . Io, ad esempio, non voglio andare a votare con questo sistema elettorale e voglio che il governo non cada». Il ministro Quagliariello qualche giorno fa ha detto che i ‘saggi’ stanno lavorando alla soluzione del problema. «Non condivido il metodo delle procedure segrete; l’abbiamo già sperimentato in passato. Tutto deve essere fatto alla luce del sole e in Parlamento». Domani che succede con la mozione di sfiducia al ministro Alfano? «Beh, con oggi hanno scelto di non  votare la mozione di sfiducia». Quindi, al di là di domani e prima del 30 c’è il 29, la vostra data. «C’è sola una differenza: la data del 30 è legata a vicende esterne per quanto riguarda gli effetti sul governo; mentre il 29 è una data legata alla volontà interna di una classe politica che deve scegliere se fare le riforme o no».
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