Scuola, settembre caldo: già pronto il calendario delle contestazioni

18 luglio 2015, Andrea Barcariol
Scuola, settembre caldo: già pronto il calendario delle contestazioni
Un settembre caldo attende il governo Renzi sul fronte della scuola. Sindacati sul piede di guerra, studenti pronti a occupare e docenti/precari in fermento non sembrano avere alcuna intenzione di deporre l’ascia di guerra.

Dopo le proteste in piazza, le assemble pubbliche, i flashmob e le manifestazioni, con l’arrivo dell’estate sono i social network i punti di riferimento per organizzarsi e dire no alla “Buona scuola”, riforma approvata il via definitiva il 9 luglio dal Parlamento.

Nel mirino dei contestatori, in particolare, l’eccessivo potere concesso ai presidi, senza nessuna forma di controllo, e la situazione di 80mila precari, mentre il centrodestra, Lega Nord in testa, punta il dito contro l’introduzione della teoria gender nelle scuole, passata nonostante le rassicurazioni del ministro Giannini che aveva inviato a riguardo una circolare sul consenso informato.

Il calendario delle contestazioni è già pronto, si parte l’11 settembre a Roma dove si ritroveranno tutte le rappresentanze sindacali della scuola d’Italia per fare il punto della situazione e far diventare «ogni scuola un presidio di democrazia».

Il 15 settembre, invece, data di inizio delle lezioni, è probabile che nelle prime 2 ore della giornata scolastica verranno indette assemblea sindacali, a cui si aggiungeranno proteste sparse in tutta Italia. Della serie: chi ben comincia è a metà dell’opera.  

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