Sindacati e Confindustria 'flirtano' per sviluppo e lavoro: c'è accordo su premi e incentivi

18 luglio 2016 ore 11:21, Luca Lippi
In attuazione al Decreto 25 marzo 2016, che prevede l’applicazione di un’agevolazione fiscale alla retribuzione di produttività erogata in esecuzione di contratti sottoscritti a livello territoriale o aziendale, giovedì 14 luglio Confindustria e Sindacati hanno siglato un accordo per consentire alle imprese prive di rappresentanze sindacali di erogare premi di risultato aziendali collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.
L’accordo trova attuazione perseguendo la legislazione corrente in materia di misure per l'incremento della produttività del lavoro e, pertanto, per il conseguimento dei relativi benefici per i lavoratori.
Le parti hanno confermato il modello e la funzione dei due livelli di contrattazione, così come esplicitato nel Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 anche con riferimento alle procedure per l’efficacia delle intese modificative.

Sindacati e Confindustria 'flirtano' per sviluppo e lavoro: c'è accordo su premi e incentivi

L’obiettivo è quello di sviluppare la cultura del premio di risultato, collegato a incrementi di produttività, finalmente ora è più facile anche nelle Pmi che spesso sono prive di rappresentanze sindacali. 
Il “cuore” dell’accordo siglato da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil che consente a tutte le imprese, specie quelle di minori dimensioni, di introdurre retribuzioni collegate ai risultati aziendali, usufruendo dei benefici fiscali e contributivi re-introdotti dalla legge di Stabilità 2016. 
Gli incentivi sono a vantaggio sia dell’imprenditore sia dei suoi collaboratori, l’applicazione di una imposta sostitutiva secca del 10% sulle erogazioni fino a 2mila euro, elevabili a 2.500 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori, per tutti i dipendenti fino a 50mila euro di reddito. 
Si valorizza il ruolo delle associazioni territoriali di Confindustria che avranno il compito di “stimolare” le aziende di minori dimensioni verso l’introduzione di forme di salario variabile, collegato, come prevede la legge, a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.
In conclusione, secondo il giudizio dei sindacati, l’accordo quadro affida alle parti sociali del territorio un ruolo propulsivo per guidare le imprese di minori dimensioni verso l'introduzione di forme di salario variabile legate ai risultati aziendali.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]