Nizza, parla Hollande ma prima i fischi alle autorità. E Valls: "Indegni"

18 luglio 2016 ore 17:02, intelligo
Mentre la tragedia di Nizza sembra non conoscere davvero fine, a quasi 100 ore dal terribile attentato costato la vita a 84 persone sono ancora 5 gli italiani dispersi e si teme, con il passare delle ore, sempre di più sulla loro sorte, il presidente francese François Hollande ha invocato oggi l'"obbligo di dignità e di verità" per coloro che parlano pubblicamente, intervenendo nel corso del terzo Consiglio di sicurezza e difesa tenuto dalla strage di Nizza. A riferirlo è stato il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve: "Si può ottenere una risposta in un paese così duramente colpito solo se si dice la verità ai francesi e li si prepara nell'unità a far fronte alle prove", ha dichiarato Cazeneuve all'uscita dalla riunione. 

Prima il minuto di silenzio in Francia in onore delle 84 vittime della strage di Nizza, nella città francese una folla di migliaia di persone riunita sulla Promenade ha accolto con applausi ma anche con qualche fischio l'arrivo dei rappresentati dello Stato. Il primo ministro Manuel Valls ha deposto una corona di fiori sul luogo in cui negli ultimi giorni in tanti hanno portato fiori e oggetti in segno di vicinanza alle vittime. Al termine del minuto di silenzio le migliaia di persone intervenute hanno intonato La Marsigliese e "Nizza la bella", l'inno della città della Costa Azzurra. Tuttavia tra la folla qualcuno ha urlato anche "assassini" e "dimissioni" nei confronti di Valls e degli altri esponenti del governo.
Fischi e gli insulti in una cerimonia di commemorazione non si erano mai visti. E così si è espresso Valls, sono "indegni". 
"E' stata la reazione di una minoranza - ha detto il primo ministro a 'Nice Matin' - mentre la maggioranza della folla era lì per commemorare le vittime".

  
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