Amianto killer, l'Olivetti condannata dalla sentenza: 5 anni e 2 mesi a De Benedetti

18 luglio 2016 ore 17:06, Lucia Bigozzi
Tutti condannati. Si chiude così il processo di primo grado sulle morti da amianto alla Olivetti. E’ la sentenza pronunciata dai giudici del Tribunale di Ivrea. Tra gli imputati, anche alcuni ex dirigenti d’azienda e tra questa i fratelli Carlo e Franco De Benedetti. Nei loro confronti i giudici hanno stabilito una condanna a cinque anni e due mesi (secondo quanto riporta La Repubblica). Entrambi sono stati ritenuti  colpevoli di lesioni colpose e omicidio colposo relativamente a dodici casi di morti di amianto. Il giudice Elena Stoppini, dopo mezz'ora di Camera di Consiglio, ha pronunciato la sentenza contro gli ex proprietari e dirigenti dell'azienda informatica di Ivrea. Le pene più severe sono state emesse proprio a carico dei De Benedetti, mentre l'ex ad Olivetti, Corrado Passera, è stato condannato a un anno e 11 mesi. Per l’Ingegnere i pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso avevano chiesto 6 anni e 8 mesi per l'ingegnere, mentre la richiesta per il fratello era di 6 anni e 4 mesi per il fratello.

Amianto killer, l'Olivetti condannata dalla sentenza: 5 anni e 2 mesi a De Benedetti
Sia per gli imputati condannati che per Telecom Italia spa, considerata responsabile civile per le morti di amianto, il Tribunale di Ivrea ha inoltre deciso che dovranno risarcire le vittime per centinaia di migliaia di euro. Sono stati assolti, invece, gli altri imputati nel processo di primo grado:
Camillo Olivetti perché il fatto non costituisce reato, anche Onofrio Bono e Roberto Colanninno che hanno gestito la società dopo la vendita da parte di De Benedetti. Ora i giudici renderanno note le motivazioni della sentenza entro i prossimi novanta giorni. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Agi, complessivamente, le richieste di condanna sono 15 e si riferiscono ai decessi di almeno dieci operai, avvenuti tra il 2008 e il 2013, che tra la fine degli anni Settanta e l'inizio dei Novanta lavorarono negli stabilimenti Olivetti, inalando – sempre secondo la tesi dell’accusa - le fibre tossiche di amianto e ammalandosi, anni dopo, di mesotelioma pleurico, la forma tumorale che colpisce chi si espone all'asbesto. 

Il processo conclusosi oggi con le sentenze, si era perto lo scorso gennaio all'auditorium del liceo Gramsci di Ivrea. Fra le parti civili, oltre ai familiari delle vittime, figurano Inail, Fiom-Cgil, il Comune di Ivrea e la Città metropolitana di Torino. In totale i risarcimenti richiesti dalle parti civili ammontano a circa 6 milioni di euro. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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