La furia di Erdogan sulla polizia, sospesi 7850 agenti: Europa lancia sos democrazia

18 luglio 2016 ore 22:54, Americo Mascarucci
Non si allentano le purghe messe in atto dal presidente della Repubblica turca Reecep Erdogan e dal Governo contro ufficiali dell'esercito, magistrati, giornalisti, esponenti politici delle oppposizioni accusati di essere coinvolti nelo fallito golpe militare dei giorni scorsi.
I continui arresti fanno sorgere il sospetto in molti che il golpe, per altro messo in atto in maniera alquanto maldestra, sia stato in realtà realizzato con l'obiettivo di offrire ad Erdogan il pretesto per limitare le libertà democratiche nel Paese, reprimere il dissenso e soprattutto fare piazza pulita degli oppositori che si annidano nelle istituzioni.
Sarò vero? Certo che i dubbi su come è stato organizzato e gestito il fallito golpe sono tanti ad iniziare proprio dal fatto che ad Erdogan sia stato consentito di fuggire e di parlare al popolo tramite i social network, quando è prassi iniziare un colpo di stato arrestando proprio i vertici del potere politico.
Al di là di questo, dei sospetti e delle dietrologie più o meno fondate, ciò che fino a ieri sembrava sicura era l'assoluta fedeltà della Polizia al Governo e ad Erdogan visto che proprio l'azione dei poliziotti, unita alla rivolta del popolo, pare sia stata determinante per fermare i progetti golpisti dei militari.
Oggi si scopre invece che le purghe riguardino anche alti ufficiali della Polizia di Stato.
Oltre 7850 agenti infatti nelle scorse ore sono stati sospesi dal servizio e costretti a riconsegnare armi e distintivi. La decisione è  stata comunicata ai dipartimenti locali dal capo della polizia, Mehmet Celalettin Lekesiz. La decisione potrebbe portare anche ad arresti nelle prossime ore

La furia di Erdogan sulla polizia, sospesi 7850 agenti: Europa lancia sos democrazia
Il Ministero dell'Interno di Ankara ha inoltre silurato in "totale 8.777 dipendenti". 
Lo riportano i media filogovernativi turchi riferendo che tra gli oltre 8.700 ci sarebbero "30 governatori e 52 investigatori".
Il commissario europeo alla Politica di vicinato e ai negoziati per l'allargamento Johannes Hahn si è detto "molto preoccupato" per gli ordini di arresto emessi nei confronti dei magistrati. "Ci aspettiamo una risposta che sia in linea con gli standard internazionali dello Stato di diritto. E quello che vediamo non è in linea con lo Stato di diritto. Come minimo è una cosa che è stata preparata. Il fatto che le liste fossero disponibili subito dopo l'evento indicano che era stata preparata e che a un determinato momento avrebbero dovuto essere utilizzate".
Insomma, alla fine monta il sospetto che le reazioni anti golpe di queste ore altro non siano che l'anticamera dell'instaurazione di un regime. 

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