Migranti, Pivetti (LN): “Villa Ada? Pericolosa, non ci corro più. Piano migranti, tessuto sociale ormai fragile"

18 luglio 2016 ore 13:11, Marta Moriconi
“E’ veramente sciocco pensare di adottare un piano del genere perché porta alla disgregazione sociale. Già oggi i piccoli Comuni assorbono più immigrati, meglio di quelli grandi e lo fanno solo e in virtù di una rete solidaristica, ma non si scaricargli addosso anche la gestione dei migranti”. E’ netta Irene Pivetti, esponente della Lega nel commentare il piano annunciato dal ministro Alfano. Nella conversazione con Intelligonews analizza anche il caso di violenza sessuale a Villa Ada per il quale sono accusati due egiziani e condivide la proposta choc di Salvini… 

Salvini invoca castrazione chimica e carcere nel loro Paese per i due egiziani accusati di aver violentato una ragazzina nel parco di Villa Ada a Roma. Che idea si è fatta? 

"Sono d’accordo su entrambe le cose indipendentemente da questo brutto episodio. E’ un fatto che Villa Ada non è un luogo sicuro neanche per correre. Io ci ho corso tante volte negli anni passati ma non ci vado più perché non è sicuro. E’ molto bella, ricca di anfratti ed è pericolosa dal punto di vista di una donna normale".

Alfano propone la redistribuzione dei migranti nei piccoli Comuni per alleggerire le grandi città. Qual è la sua valutazione? E’ una soluzione?

"Invece di risolvere il problema lo scarichiamo sulle spalle di quelli che già sono un potentissimo ammortizzatore sociale perché i Comuni che sono i più poveri, i più tartassati, taglieggiati dallo Stato centrale che si mangia pure le tasse, hanno già una base imponibile molto scarsa, già assorbono un sacco di inefficienze dal sistema sanitario all’assistenza sociale e cosa facciamo? Carichiamo sopra anche i migranti, perché no? Magari andiamo a proporre un immigrato in casa di ogni anziano così gli fa compagnia? Ma che razza di ragionamento è? Come ministro dell’Interno Alfano ha il dovere di trovare soluzioni; che gli immigrati fossero ingestibili lo diciamo da vent’anni, quindi non è una novità, bisogna affrontarla in tutt’altra maniera. Insisto: l’immigrazione non può essere affrontata solo come emergenza sociale ma è chiaramente anche una faccenda politica e per politica intendo non solo politica interna, ma estera. Occorre sedersi attorno a un tavolo con i Paesi da dove arrivano i migranti e richiamarli alle loro responsabilità. E’ inutile stare lì a dire che queste persone cercano la pace e il benessere, è certamente così ma sono anche trattati dagli schiavisti che sono ben nutriti nei loro Paesi". 

Migranti, Pivetti (LN): “Villa Ada? Pericolosa, non ci corro più. Piano migranti, tessuto sociale ormai fragile'
Sulla questione dei fondi che secondo Alfano andranno cercati per i Comuni dove saranno destinati i migranti, lei crede che li troverà oppure i soldi non ci sono? 

"Io non credo alla storia dei fondi ma il problema di questi Comuni non è solo relativo ai soldi, ma è il tessuto sociale che già è reso fragile dalla crisi dal momento che i residenti sono per la maggiorparte anziani dal momento che la popolazione produttiva fa fatica a stare nei piccoli centri. Aggiungo che i piccoli Comuni sono quasi tutti di montagna, stanno sulla quota novecento. Conosco molto bene questa materia e sono stata anche assessore di un piccolo Comune per una legislatura: è veramente sciocco adottare un piano del genere perché porta alla disgregazione sociale. Già oggi i piccoli Comuni assorbono più immigrati, meglio di quelli grandi e lo fanno solo e in virtù di una rete solidaristica per cui c’è la persona che fa aggiustare il giardino al migrante, quello che gli dà la minestra, quello che gli fa riparare la finestra; così funziona". 
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