Turchia, Blondet: "Erdogan ha voltato la faccia ad Europa e Usa, dopo Brexit cade il secondo pilastro"

18 luglio 2016 ore 15:57, Marta Moriconi
"La Turchia ha voltato la faccia all'Europa e all'America, questo è il dato di fatto".
Così lo scrittore e saggista Maurizio Blondet analizza con Intelligonews la situazione turca alla luce del fallito golpe anti-Erdogan e della repressione attuata dal presidente e dal Governo contro i presunti cospiratori.
Erdogan ha accusato gli Usa di essere i registi occulti del fallito colpo di stato e ha colto al volo l'occasione per arrestare e sospendere ufficiali dell'esercito, magistrati, funzionari della Polizia non allineati.

Blondet, il fallito golpe in Turchia ha scatenato la reazione di Erdogan che ha accusato gli Usa, ha scatenato una dura repressione contro gli oppositori e ha addirittura annunciato il ripristino della pena di morte: L'Italia tramite il ministro Gentiloni ha protestato? Lei che ne pensa?

"In Turchia ormai da tempo c
’è una dittatura di stampo ottomano e orientale con Erdogan nei panni del sultano. Era così ai tempi dell'Impero ottomano. Tutti alle dipendenze del Sultano e chi si ribellava veniva punito. Gentiloni, la Mogherini, la Merkel se ne stanno rendendo conto soltanto oggi. Fa ridere il Ministro degli Esteri italiano che minaccia la Turchia di non entrare più in Europa se rimetterà la pena di morte. Ma davvero ad Erdogan tutto ciò può importare qualcosa? Lui pensa soltanto ad accrescere il suo potere e ragiona in base ai suoi esclusivi interessi".

Ma lei crede che dietro il fallito golpe ci sia la regia dello stesso Erdogan?

"Io ritengo vere entrambe le ipotesi. Gli americani possono aver tentato il golpe ma da quando alla Casa Bianca c'è Obama ogni strategia è destinata a fallire. Erdogan probabilmente ne era a conoscenza e li ha lasciati fare per avere il pretesto per gridare al complotto, paventare pericoli per la democrazia, epurare gli avversari e consolidare il suo modello di sultanato ottomano dove tutti devono essere schiavi del sultano"

Ma lei non crede che l'accusa gli Usa possa essere una strategia di avvicinamento alla Russia di Putin? 
 
"Io non credo che Erdogan si metterà d'accordo con i russi a meno che non veda un pericolo per se stesso e capisca che l'aiuto di Putin può salvarlo. L'unica cosa certa al momento è che l'America è stata umiliata da un suo storico alleato che gli ha chiuso le basi militari, che a sentire gli Usa sono strategiche per contrastare l'Isis ma che in realtà servono per controllare e arginare le manovre dell'aviazione russa".

Per l'Europa cosa significa questo?

"Che lo sgretolamento dell'Unione Europea è ormai inevitabile dal momento che stanno venendo meno due pilastri essenziali:  il Regno Unito da una parte e la Turchia dall'altro che pur non facendo parte dell'Europa ha sempre giocato un ruolo chiave all'interno della Nato. L'Europa cerca conforto negli Usa dimostrando ancora una volta la propria sudditanza al "padrone americano" ma non si rende conto che l'America oggi è debole, fiaccata a livello esterno ed interno, come dimostra il clima di guerra civile in atto in diversi stati. Far finta di non capirlo è da irresponsabili" 




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