Le parole della settimana: spogliatoio, arringa, jus soli, molotov

18 maggio 2013 ore 11:35, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: spogliatoio, arringa, jus soli, molotov
La parola Spogliatoio apre la settimana e chiude un cerchio: vent’anni fa Berlusconi annunciava la sua discesa in campo e cambiò il linguaggio della politica italiana
. Il calcio dilagò e la fece da padrone: non solo discesa in campo, azzurri e Forza italia! Ma anche centravanti, tridente, panchina, e quanto di più stravagante il vocabolario sportivo potesse offrire in prestito a quello politico. Vent’anni dopo, il composto Letta, il “sobrio” Letta t’inventa lo spogliatoio in un’antica abbazia con tutti i ministri. La metafora è talmente peregrina da preoccupare: si è chiuso un ventennio calcistico o se ne sta aprendo uno nuovo? È anche un po’ imbarazzante per un Consiglio dei ministri, ministri e ministre insieme, fare spogliatoio in un’abbazia: nessuno ha pensato al problema della promiscuità? La seconda parola della settimana è arringa. Deriva da arengo che nell’italiano arcaico del Medio Evo designava il luogo dell’assemblea: la piazza o il palazzo. Origine curiosa: dal germanico hring: cerchio, luogo circolare, piazza. C’è qualcosa di primordiale in tutto ciò. Badate bene: arringa due r, se no diventa pesce: aringa, dal tardo latino harìngus, e anche questo da un termine germanico: hàring. L’arringa con due r è uno strumento da manovrare con attenzione: è un niente che la solennità del discorso, anche in mano a un esperto piemme, possa essere sopraffatta dall’emotività; e che per via della veemenza, possano sfuggire espressioni lievemente improprie, come furbizia orientale,e ancora furba come molti giovani delle ultime generazioni; e ancora il guadagno facile, il sogno italiano di una parte della gioventù; e ancora condanno cioè, pardon, chiedo la condanna... Roba da lasciare perplessi. La terza parola d’attualità è ius soli: diritto di suolo o meglio diritto di patria, che molti vorrebbero riconoscere a chiunque nasca sul suolo italiano. Quel tale che si aggirava per le vie di Milano all’alba armato di piccone e che ha seminato morte, godeva a modo suo di uno ius soli, conquistato dichiarandosi rifugiato politico nonostante i suoi precedenti penali. Poi c’è la parola molotov insieme con anti Tav. Potevano uccidere, dice il Ministro dell’Interno. E questo ci riporta a un incubo lontano, quando il verbo uccidere era di quotidiana attualità. Per restare tragicamente in tema c’è chi al bar spara ai datori di lavoro, padre e figlio, e li ammazza perché “lo trattavano male”. Altra “vittima” trasformata in “carnefice”? Poi c’è Pil. Quello italiano, naturalmente, ancora in vertiginoso calo secondo l’Istat. Volendo insistere, avremmo anche, la frenata del mattone: mercato immobiliare mai così in basso dall’85. Meno male che c’è stato lo spogliatoio. Ma cari Ministri, vedete di entrare subito in campo e fare qualcosa.  
autore / Paolo Pivetti
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