Pensioni, Renzi restituisce solo 500 euro. Ma c'è la sorpresa nella legge di Stabilità...

18 maggio 2015, Luca Lippi
Pensioni, Renzi restituisce solo 500 euro. Ma c'è la sorpresa nella legge di Stabilità...
Non poteva essere più chiaro di così il presidente del Consiglio Matteo Renzi presente in tv a tranquillizzare gli italiani (che devono andare a votare): “Nessun pensionato perderà un centesimo. Noi scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell’indicizzazione che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani, il 1 agosto, 500 euro a testa. Saranno tagliate fuori le pensioni oltre 3mila euro”.

Questo è il programma di attuazione adottato per il superamento della bocciatura da parte della Corte Costituzionale della norma Fornero con la sentenza che dichiarava incostituzionale il mancato adeguamento al costo della vita degli assegni superiori a tre volte il minimo, nel 2012 e nel 2013.

Segue poi a raccontare, Matteo Renzi, agli italiani: “Ovviamente non sarà un rimborso totale. Ma ci sono 2 miliardi che mi ero tenuto per le misure contro la povertà”, lasciando intendere che anticiperà questi soldi, per poi recuperarli in un secondo momento.
Da questo punto in poi non si capisce bene come possa recuperare soldi che nessuno sapeva neanche fossero destinati, e quando diciamo “nessuno” intendiamo dire neanche Matteo Renzi e il suo esecutivo, tuttavia è confortante che almeno quattro di milioni di persone sorridano a metà.

Perché sorriso a metà? Perché la restituzione dell’indicizzazione avverrà per solo un anno su due, e sarà parziale. La somma restituita, poi, sarà “una tantum” e uguale per tutti coloro che prendono tra i 1.486 e i 3.000 euro lordi di pensione, senza alcun rimborso per coloro i quali percepiscono una pensione più alta.

I soldi saranno presi a deficit (cioè aumentando il debito), dunque facendo due rapidi conti, per due anni, per le pensioni fra 1486 e 3000 euro lordi fanno quattro miliardi circa; il Presidente del Consiglio ha detto però che rimborserà solo un anno, e allora parla di due miliardi. Il deficit può aumentarlo di appena di 0,1 (da 2,5 a 2,6) e corrisponde a circa 1,6 miliardi di euro, mancano 400 milioni.

L’unica strada percorribile sarebbe quella di aumentare la stretta sulla spending review (altro ectoplasma di cui non si conosce niente). C’è poi un altro problema affatto insignificante; il rimborso integrale per un pensionato titolare di un assegno pari a 3,5 volte il minimo, sarebbe di circa 3mila euro (cifra assai più alta, dei 500 euro promessi da Renzi). Come può pensare il governo di non trovarsi di fronte a una montagna di costosissimi ricorsi? Teniamo d’occhio la prossima legge di stabilità e soprattutto “la nuova norma”.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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