Agenda immigrati, Di Stefano (Sovranità): "Contro la Ue una reazione di popolo"

18 maggio 2015, Adriano Scianca
Agenda immigrati, Di Stefano (Sovranità): 'Contro la Ue una reazione di popolo'
“Valls non vuole quote di immigrati? Allora portiamo i barconi sulle coste francesi”. È la provocazione di Simone Di Stefano, candidato di Sovranità alla presidenza della Regione Umbria e vicepresidente di CasaPound Italia, che aggiunge: “Questa è la fine della Ue. Bisogna reagire dai territori, come abbiamo fatto stamattina a Roma Nord. Serve una reazione di popolo”. 

Valls si accoda a Cameron: neanche Parigi ci sta a prendersi le quote di profughi. Di Stefano ma come funziona questa Ue? 

«Mi viene da ridere... L'Ue è un ente che esiste solo per tartassare i pescatori di vongole, si fa sentire solo come vessazione burocratica. Questa è la fine della Ue come progetto di solidarietà fra i popoli. E Renzi ha preso due bei schiaffoni...». 

Londra e Parigi invocano la convenzione di Dublino, che noi abbiamo firmato e che impone di chiedere asilo solo lì dove si sbarca. Cioè da noi. 

«Noi dovremmo prendere i barconi e portarli sulle coste francesi. Alla fine la Corsica non è così distante. O magari a Gibilterra, che è una enclave inglese che sta nel Mediterraneo non si sa bene a che titolo. Non penso ci sia altra soluzione. Il Mediterraneo è grande, lo smistamento può farlo direttamente l'Italia. Questa è ovviamente una provocazione, perché noi restiamo per un intervento militare in Libia e per riportare i barconi in Africa». 

Ci hanno spiegato che questi immigrati sono delle risorse. Ma allora perché Francia, Inghilterra, Ungheria, Polonia, Olanda non li vogliono? 

«Ce lo dovrebbero spiegare i buonisti della sinistra europea. Peraltro anche un osannato premier socialista come Valls si tira indietro. Evidentemente sente il fiato sul collo dei francesi e di Marine Le Pen». 

In ogni caso sembra che sugli immigrati non valga l'imperativo “ce lo chiede l'Europa”. Perché sul bilancio sì e su queste altre questioni no? 

«In realtà non vale neanche per il bilancio. La Francia, infatti, può benissimo annunciare che non rispetterà il parametro del 3%, lo stesso parametro per cui noi abbiamo fatto fallire aziende e fatto suicidare imprenditori. E Renzi che ha pure applaudito alla scelta della Francia! Neanche per noi quei parametri vanno rispettati, ma o lo fanno tutti o non lo fa nessuno. Purtroppo noi abbiamo un complesso di inferiorità nei confronti dello straniero. Soprattutto l'italiota di sinistra. E invece bisogna invertire la rotta. Per fortuna che c'è Matteo Salvini». 

Con i governi nazionali e l'Ue totalmente in confusione, che ruolo può avere la politica sul territorio rispetto all'immigrazione incontrollata? 

«Un ruolo fondamentale. Oggi i militanti di CasaPound Italia hanno bloccato via Braccianese, a Roma, contro il centro d'accoglienza a San Nicola. Lì, come ovunque, vogliono aprire un centro d'accoglienza improvvisato in strutture e quartieri non adeguati. Parliamoci chiaro, i centri d'accoglienza non li vuole nessuno. C'è una forte reazione di popolo. Di fronte ai soprusi dell'Ue è ora di reagire».
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