Agenda Ue, Rampelli (FdI): "Sono stato dal prefetto Gabrielli, la gente ha ragione. Appello alla Poli Bortone"

18 maggio 2015, intelligo
Agenda Ue, Rampelli (FdI): 'Sono stato dal prefetto Gabrielli, la gente ha ragione. Appello alla Poli Bortone'
“In Italia c’è un business dell’accoglienza e questo l’Europa non lo vuole. Sono stato a Casale San Nicola, la gente che protesta ha ragione”. Fabio Rampelli, parlamentare di FdI non usa giri di parole e nell’intervista a Intelligonews analizza il tema immigrati ma spazia poi al caso Fitto e Poli Bortone. 

Immigrati, da un lato l’appello della Mogherini dall’altro il socialista Hollande che si sfila così come il conservatore Cameron al quale si aggiunge il no di Ungheria ed Estonia. L’Agenda Ue è gia da cestinare?

"Penso che l’Italia abbia fatto bene a cercare di coinvolgere tutta l’Europa nella difficile gestione di flussi migratori eccezionali riservati sulle coste italiane negli ultimi anni, ma resta il fatto che l’approccio dell’Italia con questo fenomeno è totalmente sbagliato e giustamente l’Europa ci ha dato un indirizzo che dobbiamo perseguire e che non è certo quello che è stato adottato finora: qui c’è un traffico di uomini che va stroncato dalla fonte fino agli scafisti e penso che in un mondo moderno, efficace e attrezzato sia dal punto di vista dell’intelligence che dal punto di vista militare, non dovrebbe avere grandi difficoltà se volesse veramente stroncare la filiera dei trafficanti di uomini, ovvero assassini che generano la morte di decine di migliaia di persone: dalle carovane del deserto nel Corno d’Africa, alle partenze dalle coste del Mediteranneo ormai diventato una tragica fossa comune contemporanea".
 
Sì’ ma se Stati membri dicono di no ai migranti, il cerino torna o resta all’Italia?

"Sono convinto che se le regole di ingaggio fossero chiare e condivise dall’Europa, ci potrebbe essere spazio per il trasferimento solo dei rifugiati nei Paesi firmatari della Convenzione internazionale per persone e famiglie che fuggono dalle guerre. Il problema è l’impostazione italiana: qui sono arrivati in un anno 170mila immigrati, di questi è stata esaminata la posizione di circa la metà e alla fine quelli che hanno diritto alla protezione sono una minoranza ma nel frattempo gli altri continuano a restare in Italia. E questo è un modo di fare su cui l’Europa non ci segue; e succede perché da noi si è creato un business che non esiste in altri Paesi; al punto che l’accoglienza degli immigrati in centri di accoglienza ma anche in strutture alberghiere – e pure di lusso – risulta conveniente sul piano economico. Per non parlare degli aspetti gravissimi sul piano dell’etica pubblica, vedi le inchieste di Mafia Capitale".
 
Cosa dice ai cittadini romani che stamani hanno bloccato la Braccianese a Casale San Nicola per protestare contro l’arrivo di cento immigrati in una struttura e cosa dice all’amministrazione comunale? 

"Sono già stato dal prefetto Gabrielli a riferirgli il nostro parere contrario rispetto all’insediamento di cento immigrati a Casale San Nicola e venerdì notte sono andato tra la gente che da giorni e notti ha allestito presidi. Sono andato non solo per portare la nostra solidarietà ma anche per verificare di persona le condizioni e la situazione. Devo dire che i cittadini hanno ragione e li incoraggio ad andare avanti affinchè si possa parlare a visto aperto di questo fenomeno perché è inaccettabile che le autorità pubbliche a cominciare dal Comune e dal sindaco Marino prendano decisioni senza far sapere niente alla gente, ma mettendola di fronte al fatto compiuto. Fratelli d’Italia e io personalmente continuerò a stare al fianco dei cittadini che protestano". 

Cosa risponde ad Adriana Poli Bortone la quale dopo l’espulsione da FdI vi accusa di non conoscere lo Statuto e ribadisce che lei non faceva parte degli organismi di partito? 

"Il mio appello alla Poli Bortone è a fare qualcosa di destra, visto che dice di essere la destra e a dire la verità assumendosi le proprie responsabilità. Non solo, ma dovrebbe dire anche cosa otterrà da questo improvviso mutamento di umore. Ricordo che lei faceva parte dell’Ufficio di Presidenza, cioè dell’organo più importante di FdI e visto che dice che dal 1 aprile non ne faceva più parte, sottolineo che noi non ne abbiamo mai saputo nulla, nel senso che non c’è mai stata alcuna comunicazione ufficiale. Aggiungo che l’8 aprile la Poli Bortone ha partecipato a Bari – e ci sono bellissime immagini sulla Rete – alla presentazione del candidato presidente Francesco Schittulli organizzata da FdI, insieme alla Meloni. Quindi, è di tutta evidenza che faceva parte di FdI e che stava sostenendo la candidatura di Schittulli. Dalla Poli Bortone, avendo fatto il ministro, il parlamentare e il sindaco, la gente si aspetterebbe un po’ di coerenza". 

Fitto che esce dal Fi interessa a FdI?

"No. Noi non interveniamo nelle dinamiche interne dei partiti, a maggior ragione se sono nell’alveo del centrodestra. Guardiamo a questa dinamica con grande dispiacere e ci saremmo augurati che non accadesse perché si tratta di una dinamica che in Puglia ha lacerato lo schieramento penalizzandolo dal punto di vista della competitività e della proposta alternativa alla sinistra. Quanto a Fitto, non conosciamo i suoi progetti". 

autore / intelligo
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