Capriccioli (Radicali Roma) spiega a IntelligoNews "tutte le bugie sugli zingari"

18 maggio 2015, Adriano Scianca
“Ma quale emergenza rom, a Roma sono 8000, di cui 6000 nei campi. Il punto è che mantenere l'emergenza fa comodo sia alla destra che alla sinistra”. Parola di Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma. Oggi i Radicali hanno presentato il rapporto significativamente intitolato “Tutto quello che si sa sugli zingari è falso”. “Il problema si
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può risolvere – spiega Capriccioli a IntelligoNews – come hanno fatto in Spagna. Senza spendere un euro”.

Capriccioli, come si esce da questa situazione dei campi rom?

«Mantenere in questo stato i campi rom fa comodo non solo alla destra, ma anche alla sinistra, e lo abbiamo visto all'epoca dello scandalo Mafia Capitale. Del resto chiunque ha governato ha gestito la cosa così. Consideriamo che ogni anno, solo a Roma, si spendono 25 milioni per non risolvere il problema. Eppure risolverlo è possibile. A Madrid hanno avviato percorsi di inclusione per cui nel giro di 20 anni hanno completamente risolto il problema. E sono tutte politiche per cui dovremmo spendere quasi niente, perché se fatte bene sono interamente finanziate dalla Ue». 

Che cos'è che sappiamo sugli zingari e che invece è falso? 

«Per esempio quando si dice “prima gli italiani” ci si dimentica che la metà dei rom sono italiani e un'altra parte di loro avrebbe i requisiti per esserlo. Oppure si sente spesso dire che i rom non mandano i figli a scuola, ma quando si vede dove vivono penso che sarebbe complicato mandare i bambini a scuola anche volendo. Si parla di emergenza rom ma è una emergenza che non c'è, perché a Roma i rom sono 8000, di cui 6000 nei campi. In Italia c'è la più bassa popolazione rom di tutta Europa. E così via». 

Quando un quartiere scende in piazza contro un campo rom lamentando degrado e delinquenza il movente è allora solo il razzismo? O anche quelle persone hanno delle ragioni? 

«Non penso assolutamente che sia razzismo. Ma tutti questi problemi restano se la situazione è questa. Quando qualcuno si lamenta per il campo rom sotto casa io rispondo che noi vogliamo superarlo il campo rom e quindi eliminare il problema alla radice. Ma in Italia e a Roma in particolare creare le emergenze per poi gestirle fa molto più comodo che cercare di risolvere i problemi». 

Che una parte della comunità rom si dedichi ad attività illegali è un fatto certo. Sono costretti dalle circostanze o c'è una propensione culturale all'illegalità? 

«Tra questi due estremi ci sono molte vie di mezzo. Non credo che siano costretti a delinquere, tant'è che c'è chi non lo fa. Ma non credo neanche che ci sia una propensione culturale alla delinquenza. Ci sono semmai condizioni di contesto che certo non scoraggiano questo tipo di atteggiamento. E c'è un problema di povertà. Io sono stato a via Visso, qui a Roma, in un campo gestito dal comune. Ho visto famiglie in un magazzino senza finestre, senza luci, senza aria, un posto in cui se io decidessi di mettere generi alimentari non me lo farebbero fare. E lì ci vivono delle persone. È un posto sconvolgente. Ecco, io lì ho visto soprattutto povertà. Ci sono anche condizioni di coercizione di alcuni elementi della comunità sulla gran massa degli altri. Io sono andato col senatore Manconi ed era evidente che c'erano alcuni elementi della comunità che non volevano che noi entrassimo. Sono questi i problemi da risolvere».

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