Sabella (Think-in): "Così la Fiat trasforma il sindacato: cos'è il Consiglio dei delegati di fabbrica"

18 maggio 2015, Marta Moriconi
Sabella (Think-in): 'Così la Fiat trasforma il sindacato: cos'è il Consiglio dei delegati di fabbrica'
Il tema del futuro del sindacato e della rappresentanza è sempre più di attualità. Dalla coalizione sociale di Landini, allo stallo della contrattazione e al nuovo modello di cui le Confederazioni sono alla ricerca, fino ai recenti casi della scuola e dei trasporti - dove una minoranza sindacale indice scioperi provocando disservizi - il sindacato si impone come soggetto imprescindibile per il sistema ma mostra tutto il suo lato obsoleto. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Sabella, direttore di Think-in, che proprio al tema del futuro della rappresentanza ha dedicato la sua più recente pubblicazione.

Direttore, cosa sta succedendo al sindacato?

"Il sindacato - lo abbiamo detto più volte - è nel mirino del governo. Renzi e i suoi hanno deciso di rompere un certo rapporto consociativo che politica e sindacato hanno avuto per decenni. E, naturalmente, il sindacato reagisce. Ma c'è una parte di questo, una parte virtuosa oserei dire, che è consapevole della necessità di questa rottura - perché di rottura si tratta, è inutile far finta che non sia così - e di questo cambiamento".

A chi si riferisce?

"In ogni organizzazione, da Confindustria a Cgil Cisl e Uil, questa consapevolezza è presente. Con sensibilità diverse e diversamente distribuite, ma c'è".

E quindi? Cosa succederà?

"Succederà che, al di là di tante chiacchiere, il sindacato accoglierà questo cambiamento, spinto anche da ciò che sta succedendo nel mercato per via della vicenda Fiat. E che il sindacato conflittuale sarà sempre più ingabbiato".

Ci spieghi meglio...

"A Torino si sta trattando il rinnovo del contratto FCA. Su quanto Machionne abbia già fatto, inutile tornare. Ma ora c'è una novità importante per il sistema".

Quale?

"Col nuovo accordo nascerà il "consiglio dei delegati di fabbrica", a cui i sindacati cederanno il potere di indire agitazioni che saranno decise a maggioranza. Il consiglio sarà composto da un membro di ciascuna organizzazione firmataria del contratto e ciò che deciderà in materia di scioperi sarà valido "erga omnes", ovvero per tutti. Quindi una minoranza non potrà indire scioperi oltre la decisione del consiglio".

Ancora una volta è la vicenda Fiat quindi a dettare i tempi del lavoro?

"Si, e lo sarà ancora. Merchionne e Renzi, che si stanno facendo una grande sponda a vicenda, stanno obbligando il sindacato a cambiare, perché così com'è ora è finito. È finito il potere in particolare delle confederazioni".

E come cambierà?

"Le federazioni saranno più indipendenti e crescerà la contrattazione aziendale, su questo non ci sono dubbi. Ma la cosa più importante è che cresca la capacità contrattuale del nuovo sindacato, per rispondere attraverso la contrattazione ai bisogni sempre più crescenti della nostra economia".


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