Migranti Ue, Bianconi (Fi): “Italiani unici catto-comunisti. Silvio in politica c'è dentro fino al collo"

18 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Migranti Ue, Bianconi (Fi): “Italiani unici catto-comunisti. Silvio in politica c'è dentro fino al collo'
“Berlusconi fuori dalla politica? L’ennesima cosa non vera, lui c’è dentro fino al collo”. Non ci gira intorno Maurizio Bianconi, parlamentare ribelle fittiano, in Fi ancora per poco, che nell’intervista a Intelligonews commenta la frase choc dell’ex Cav. e sull’altro tema della giornata – l’Agenda Ue – dice cosa c’è che non va in Europa e come affrontare l’emergenza sbarchi. 

Come commenta Berlusconi che dice “ormai sono fuori dalla politica”?. Non è che avete sbagliato i tempi di uscita?

«E’ l’ennesima cosa non vera; Berlusconi c’è dentro fino al collo e non riesce a uscirne, oltretutto compromettendo tutto il suo percorso, perché i grandi personaggi si misurano da come escono dall’agone politico, non da come ci entrano»

Quindi Fitto non ha fatto errori di tempistica?

«Nessun errore, Berlusconi lo dice per scaricarsi da un eventuale insuccesso elettorale che gli capiterà da qui a dieci giorni»

Che effetto le ha fatto il duro j’accuse del leader di Fi a Fitto?

«Francamente, nessun effetto. Ormai quello di Berlusconi è un copione conosciuto, ma il punto è che sono cambiati i termini della questione e da questo punto di vista il suo atteggiamento è alquanto ridicolo. E’ come quello che continua a giocare a tennis con le racchette di legno. Lui ha messo un disco che ripete sempre, ma lo scenario è cambiato. Non può pensare di cantare “l’estate sta finendo” e pensare che la gente ancora lo applauda»

Tecnicamente come state preparando l’uscita da Fi? Subito o dopo le regionali?

«Ci vedremo stasera a Roma coi colleghi e ne parleremo. Non abbiamo ancora deciso nulla. Mi pare che Fitto si stia comportando benissimo. Non abbiamo deciso nulla perché tutto è precipitato: era due mesi che dicevo che dovevamo uscire e avremmo dovuto farlo quando Berlusconi ha imposto al suo partito di votare l’Italicum e le riforme. Poi è entrata in gioco la campagna elettorale e abbiamo deciso di aspettare per senso di responsabilità. Fino a ieri, alle parole di Berlusconi».

Agenda Ue: Cameron e Hollande si sfilano dalle quote sugli immigrati e anche Ungheria ed Estonia dicono no. Italia col cerino in mano?

«E’ la riprova che ogni Paese fa il suo interesse nazionale ed è un atteggiamento iper-giustificato perché l’Europa non dà mai alcuna garanzia: non ha politica estera, non ha politica economica, sta lì solo per vigilare che si paghino i debiti alle banche e si faccia crescere la Germania. Il problema vero è che ogni governo ha il dovere di privilegiare i propri interessi; noi invece siamo gli unici che in nome del combinato disposto tra catto-comunismo e pseudo-solidarietà, vorremmo che l’Europa ci evitasse di essere buoni, perché non abbiamo il coraggio delle nostre azioni».

Voi vi riconoscete nel partito conservatore europeo e inglese. Visto che Cameron non vuole quote di immigrati in Gran Bretagna, ci dice cosa proponete di fare?

«Accogliamo quelli che possiamo, il resto deve tornare a casa. Provo molta pena nei confronti dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma provo analogo sentimento per gli italiani ormai ridotti in povertà. Io sono sbrigativo: accogliamo chi possiamo, ovviamente sì ai profughi, ma tutti gli altri devono essere rimpatriati. Il motivo è molto semplice: se non si è capito che c’è un mercato della schiavitù, che la malavita ci lavora sopra, che così si contribuisce a creare una forza lavoro sottopagata che ritarderà la ripresa economica favorendo i soliti furbi, significa far pagare al Paese un’altra tragedia. Governare significa assumersi responsabilità»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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