Immigrati Ue, Allam: “L’Agenda è follia: incoraggia i migranti e aiuta gli scafisti”

18 maggio 2015, Marco Guerra
Immigrati Ue, Allam: “L’Agenda è follia: incoraggia i migranti e aiuta gli scafisti”
 “Il piano Ue per l’immigrazione è una follia che incentiverebbe gli scafisti. Serviva agire in Libia”. Così il giornalista ed ex europarlamentare Magdi Cristiano Allam commenta insieme ad IntelligoNews il cosiddetto Piano Juncker che prevede quote di assegnazione dei migranti per ogni Paese membro dell’Unione. Per Allam la massiccia ondata di arrivi non è altro che “parte della strategia di islamizzazione dell’Europa”.

Come giudica la strategia Ue per l’immigrazione che prevede quote di migranti per ogni Paese? Pare che diversi governi si stiano sfilando da questa iniziativa...

«Io credo che sia insensato immaginare un’ulteriore distribuzione dei clandestini in tutta Europa. Ciò significherebbe incentivare l’immigrazione clandestina, sarebbe una strategia per favore gli scafisti.  Loro non chiedono di meglio, un clandestino frutta tanto denaro e rappresenta una miniera d’oro anche per il terrorismo islamico che opera in combutta con i criminali che organizzano i viaggi».

Ad ogni modo l’Italia rischia di restare sola ad affrontare un’emergenza senza precedenti...

«Ma è Italia che dovrebbe bloccare questo flusso e non lo fa! È una follia che l’Italia non solo non blocca i flussi irregolari ma chiede anche agli altri Paesi di farsi carico di questa situazione. Siamo di fronte ad una strategia di islamizzazione dell’Europa e questi clandestini vengono mandati dagli estremisti islamici, ormai è il segreto di Pulcinella e solo Alfano fa finta di non saperlo».

Di jihadisti che potrebbero mescolarsi ai migranti sui barconi ha parlato anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Ma l’Italia ha sempre detto che finora tale eventualità non si è mai verificata...

«Solo se fossero cretini i terroristi non coglierebbero questa opportunità di infiltrare loro uomini sui barconi. Ma invece siamo cretini noi che immaginiamo che non lo fanno».

 Ha letto il pezzo di Bisigniani che rivela delle minacce di morte al Papa contenute in alcune lettere inviate in Vaticano da estremisti islamici?

«A me non piace esprimermi su fatti che non conosco, quello che posso dire è che i terroristi continuano a ripetere che dopo la Libia arriveranno a Roma, sulla falsa riga di un detto attribuito a Maometto secondo il quale dopo la presa di Costantinopoli i musulmani avrebbero conquistato anche Roma. Insomma non è una novità questo proposito, Roma è la roccaforte del cattolicesimo ed ha un altissimo valore simbolico. Tuttavia per esperienza dico che nessun terrorista che vuole ucciderti ti invia prima una lettera».

Sempre nelle stesse lettere arrivate in Vaticano si farebbe riferimento alla conversione all’Islam di Buttafuoco...

«No guardi, non mi permetto di giudicare la conversione e le scelte spirituali di Buttafuoco, caso mai chiedete a lui che ne pensa del fatto che gli estremisti giudichino la sua conversione un successo».

Va bene torniamo all’emergenza immigrazione. L’unica iniziativa di successo fu l’accordo di Berlusconi con Gheddafi per evitare le partenze. L’Ue dovrebbe ripercorrere una strada simile?

«Il crollo di Gheddafi voluto dalla Francia è stata una calamità per l’Europa, e in particolare per l’Italia, di cui oggi ancora paghiamo le conseguenze. L’Ue adesso dovrebbe essere unita proprio nel ricreare le condizioni affinché in Libia si formi uno stato in grado di garantire ordine e sicurezza, altrimenti la Libia resterà fonte di insicurezza per tutta l’Europa».

Lei prima ha definito i migranti “clandestini”, allora è d'accordo con la Meloni che ha fatto osservare che la maggior parte dei richiedenti asilo sono uomini, giovani e soli. Una condizione che poco avrebbe a che fare con chi scappa da una guerra per salvare la famiglia...

«Il dato oggettivo vede arrivare prevalentemente uomini soli, poi donne incinte e minori non accompagnati. Mancano gli anziani e i nuclei familiari. Ma la domanda da porsi per inquadrare il fenomeno è un’altra: chi scappa dalla guerra e dalla miseria come fa a permettersi un'attraversata per cui è richiesta una cifra che va dai 1000 ai 3000 euro? E parliamo di persone che vengono da Paesi in cui il reddito pro-capite è di 50 euro al mese. Quindi come fanno a possedere tanti soldi? Temo che la risposta sia nel fatto che c’è qualcuno paghi loro questi viaggi. Naturalmente non lo fa in modo disinteressato, ma dietro questa ondata inarrestabile c’è una strategia di islamizzazione di tutto il continente europeo».
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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