Salvini a Battipaglia, dopo il letame avverte i centri sociali: "Ruspe come nei campi rom"

18 maggio 2016 ore 9:09, Micaela Del Monte
Un palco ricoperto di fieno ed escrementi, è questo quello che Matteo Salvini ha trovato quando è arrivato a piazza della Repubblica a Battipaglia. Lì, il leader della Lega Nord, si era recato per sostenere la candidatura a sindaco di Guglielmo Marchetta. Non un'accoglienza calorosa insomma, che è sfociata poi nei soliti battibecchi tra i cittadini e Salvini che ovviamente non le ha mandate a dire a chi, tra scritte e manifesti, lo aveva insultato al suo arrivo.

Salvini a Battipaglia, dopo il letame avverte i centri sociali: 'Ruspe come nei campi rom'
A presenziare al suo comizio in piazza della Repubblica, il numero uno della Lega ha infatti trovato sia un nutrito gruppo di sostenitori che un altrettanto nutrito gruppo di contestatori che hanno cercato in ogni modo di disturbarlo, suscitando la sua reazione coriacea. “Cinque stecche non mi mettono paura – ha detto Matteo Salvini dal palco – Dopo i campi rom, con la ruspa abbatteremo i centri sociali. Andate a farvi le canne da qualche altra parte”. E non è stato che l’inizio. Il capo del Carroccio, durante il comizio elettorale a Battipaglia, è infatti tornato su alcuni temi scottanti come l’immigrazione, la legge Fornero (definita per l’ennesima volta “infame”) e la tenuta del centrodestra italiano.

“Di immigrati ce ne sono abbastanza – ha tuonato il leghista – Il numero che possiamo accogliere, da adesso in poi, è zero”. “Con il 40% di concittadini disoccupati – ha rincarato la dose il segretario del Carroccio – il lavoro va dato prima agli italiani che hanno bisogno. Se poi c’è qualcuno che vuole riempirsi di clandestini, allora se li porti tutti a casa sua. Può anche offrirgli cornetto e caffè la mattina, ma paghi lui”. Quanto alla crisi del centrodestra, che non riesce a ritrovare l’unità di una volta (basti guardare al quadro che si è delineato a Roma dove Salvini sostiene la candidata sindaco Giorgia Meloni, mentre Silvio Berlusconi ha preferito “scommettere” su Alfio Marchini), il segretario della Lega ha rinnovato l’invito, allo stesso Berlusconi, a ritornare a trattare. Purché – ha precisato – non si guardi indietro cercando di recuperare il sostegni di ex alleati come Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini di cui Salvini non sente alcuna nostalgia.

Durante il comizio alcuni contestatori sono stati allontanati dalle forze dell'ordine. Vivaci confronti verbali tra manifestanti pro e contro Salvini, con le pattuglie impegnate in un caso a fare cordone per evitare che la lite degenerasse. Molti contestatori hanno lanciato duri slogan contro il leader della Lega, che ha risposto dal palco. Altri hanno esposto in silenzio cartelli come "Non sono razzista ma Salvini torna al tuo paese". Molti anche gli striscioni di benvenuto all'esponente leghista, che ha lasciato Battipaglia per partecipare ad un'altra manifestazione a Caserta. 
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