Parigi a ferro e fuoco contro il Jobs Act di Hollande: scontri e proteste continue - VIDEO

18 maggio 2016 ore 11:20, Adriano Scianca
François Hollande non torna indietro sul suo Jobs Act. Che però, a differenza di quanto avvenuto col suo omologo italiano, ha suscitato proteste feroci, anche con incidenti. Ma l'Eliseo punta i piedi: “Non torno indietro. Questo legge passerà, perché è stata discussa, emendata e corretta. Non cederò perché troppi governi hanno già ceduto... Perché io stesso, in circostanze non facili, ho trovato un compromesso, un equilibrio, perché i sindacati riformisti appoggiano questo testo e c'è una maggioranza di socialisti che sono favorevoli”. La riforma intende rendere più flessibile il mercato del lavoro in entrata e in uscita, ridurre il costo dei licenziamenti e la discrezionalità dei giudici sulle indennità. Sulle 35 ore, invece, c'è stata una marcia indietro, dato anche il valore simbolico che questo argomento ha per la sinistra francese. 

Parigi a ferro e fuoco contro il Jobs Act di Hollande: scontri e proteste continue - VIDEO
Philippe Martinez, segretario generale della Cgt, replica duro al presidente e chiama a raccolta i lavoratori perché generalizzino gli scioperi: “Hollande ha le orecchie bucate. Quando ci sono tanti cittadini che si oppongono a un progetto di legge, quando ci sono tante manifestazioni che perdurano nel tempo, allora, occorre ascoltare il popolo. Siamo entrati in fase in cui i salariati hanno deciso di farsi ascoltare con forza. La legge non è ancora stata approvata e, anche una legge approvata può essere ritirata”. 

Le mobilitazioni da inizio anno in Francia sono già state sette con quelle del 31 marzo che ha radunato nella piazze del Paese quasi 400mila persone. In questi giorni, i primi scontri tra dimostranti e forze dell’ordine sono stati segnalati a Nantes, nell’ovest, mentre in Bretagna i dimostranti hanno interrotto il traffico ferroviario diretto a Parigi. Scene di guerriglia a Montparnasse, dove giovani hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni. Il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha annunciato davanti al Parlamento che solo oggi sono state fermate “49 persone, in possesso di armi improprie, acidi, proiettili”. Ed ha annunciato “massima fermezza” con i violenti.

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