Fassina torna "guastafeste" per Giachetti: "Col Pd distanza rilevante". Ma Orfini tenta

18 maggio 2016 ore 15:05, Americo Mascarucci
"La sinistra torna in campo per le elezioni a Roma: ripartiamo con grande determinazione per il lavoro e la giustizia sociale, e per una città che rimetta al centro i cittadini".
Stefano Fassina è ovviamente soddisfatto dopo che il Consiglio di Stato lo ha definitivamente riammesso nella corsa a sindaco di Roma da cui era stato escluso per presunte irregolarità dalla commissione elettorale. Una brutta notizia per quanti, come Roberto Giachetti e Virginia Raggi, ma anche Alfio Marchini, erano pronti a spartirsi il bottino dei suoi voti. 
Invece Fassina è deciso a dare battaglia e diversamente dal leader della Lega Matteo Salvini che ha già espresso il proprio orientamento sulla candidata grillina in caso di ballottaggio con Giachetti, l’ex Pd non cade nella trappola e anzi si dice sicuro di andare lui al secondo turno: "Noi siamo convinti ci sono tutte le condizioni per andare al ballottaggio. Molti di quelli che manifestano disagio, pur decidendo di rimanere nel Pd, hanno scelto di votare per me". T
Tuttavia sul dopo Fassina non si sbilancia ma sembra chiudere nettamente le porte ad un’intesa con Giachetti. "Parlare con il Pd in caso di ballottaggio? Un conto è dialogare con il disagio interno al Partito Democratico altro dialogare con il Pd con il quale ribadisco c'è una distanza rilevante". 

Fassina torna 'guastafeste' per Giachetti: 'Col Pd distanza rilevante'. Ma Orfini tenta
Intanto crescono le voci di un sabotaggio della sua candidatura da parte di settori di Sinistra Ecologia e Libertà, partito che ufficialmente lo sostiene ma che al proprio interno sarebbe diviso: una parte infatti avrebbe preferito secondo indiscrezioni un accordo con Giachetti e avrebbe quindi "sabotato" la candidatura del leader di Sinistra Italiana per farlo escludere dalla competizione. 
Una tesi che Fassina smentisce seccamente: "Il nostro è stato un errore formale, involontario, il responsabile unico di ciò che è successo sono io”.

Ad ogni modo ormai tutto è risolto, Fassina è in campo e l’elettorato di sinistra torna ad avere un punto di riferimento. Almeno al primo turno, né Giachetti, né Raggi potranno sperare nel soccorso rosso che avrebbe potuto fare la differenza. 
Tuttavia Matteo Orfini tende comunque la mano a sinistra con una dichiarazione che sembra tanto un calumet della pace.
 Al Corriere della Sera dichiara: "Quando si è saputo che il Consiglio di Stato aveva accolto il suo ricorso ero a Firenze a presentare il libro di Sergio Staino 'Alla ricerca della pecora Fassina', sono stato io a dare l’annuncio alla platea spiegando che si trattava di una buona notizia. Noi che crediamo nella democrazia speravamo che il ricorso di Fassina venisse accolto".
Chissà se davvero tutti nel Pd sono così contenti?


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