Esclusiva. Parla Luca Zaia (Ln): "I moderati non stanno dove pensa Tosi. Pensano di farci spendere..."

18 marzo 2015, Fabio Torriero
Esclusiva. Parla Luca Zaia (Ln): 'I moderati non stanno dove pensa Tosi. Pensano di farci spendere...'

Intercettato nel salotto fumatori del Transatlantico (una zona “secessionista” rispetto al resto), mentre l’Aula discute su problematiche inerenti all’agricoltura, Imu e compagnia cantando per i terreni (la sua è una presenza innocente?), l’ex ministro proprio dell’Agricoltura e governatore uscente del Veneto, il leghista Luca Zaia, risponde alle domande di IntelligoNews. Smette di parlare al telefono, in leggero dialetto veneto e comincia a comunicare in italiano.

Nelle trasmissioni televisive in cui la invitano si ripete sempre come un mantra che Salvini ha spostato la Lega verso la destra estrema (si legga CasaPound, la linea nazionalista), condannando il partito a non andare mai al governo, e che l’area moderata è al momento vuota, senza rappresentanza politica degna di nota. Non le sembra uno schema vecchio, quello che si vince conquistando il centro, dando per scontato che lì ci sono i moderati?

Per carità. I moderati sono ovunque. Al centro ci sono unicamente gli indecisi che si conquistano con i temi giusti, con le ricette forti e le identità chiare. Se la destra e la sinistra vanno verso il centro, il risultato che ottengono e  che abbiamo ottenuto negli ultimi anni, è che tutti i programmi si sono annacquati, gli schieramenti sono diventati sovrapponibili, i candidati interscambiabili. Il successo della Lega, invece, dipende dal fatto che è stata capace di affrontare i temi giusti, sentiti dalla gente. E’ sulla polarizzazione dei temi che si acquista il consenso, non sommando ceti politici o le geografie e poi…”.

Poi?

“Destra e sinistra sono termini, concetti, filosofie superate. Morti proprio nella realtà che ha definitivamente bypassato le vecchie ideologie. Le faccio qualche esempio: la legittima difesa è di destra o di sinistra, la lotta all’immigrazione è di destra o di sinistra? Sono temi giusti e basta. Le antiche dicotomie le tiene ancora in piedi Renzi, gli fanno comodo. Renzi è uno dei più grandi ambasciatori della New Age politica”.

I militanti leghisti come stanno vivendo la divisione con Tosi?

“Ai militanti non fanno mai piacere le divisioni interne. Devo dire che girando per la regione ho visto tanta partecipazione, la base ha capito. D’altra parte, Tosi ha fatto la sua scelta: non si può stare con un piede nel partito ed un altro nella Fondazione, indipendente dal partito”.

Tosi prenderà i voti dei moderati?

“Le ripeto. I moderati non stanno dove pensa Tosi. Il voto si prende sui temi giusti che già affronta la Lega”.

Qualcuno ha ipotizzato di cambiare le regole del gioco, inserendo nella legge elettorale la possibilità di andare al ballottaggio…

“Tradotto vuol dire che c’è qualcuno che pensa di far spendere 10 milioni di euro alla Regione, pur di mettere alla Lega il bastone tra le ruote”.

I referendum sul Veneto sovrano che fine hanno fatto?

“Siamo in attesa di risposte dalla Consulta. Ce ne sono due: sull’indipendenza e l’autonomia. Ma si tratta di referendum consultivi che detteranno comunque dal basso la strategia  per le vere riforme della Costituzione”.

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